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Grazia Baracchi, nuovo capogruppo in consiglio a Modena: «Il gruppo Pd è unito, avanti con il confronto»

di Davide Berti
Grazia Baracchi, nuovo capogruppo in consiglio a Modena: «Il gruppo Pd è unito, avanti con il confronto»

Parla la nuova capogruppo Grazia Baracchi: «Con il sindaco ottimo rapporto In consiglio mi piace discutere per arrivare a dare risposte concrete»

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Grazia Baracchi è la scelta del Pd per tenere unito il gruppo in consiglio comunale in questo momento dove la divisioni certo non mancano.

Accettare il ruolo di capogruppo in un momento così non deve essere una passeggiata: è stata costretta o è così coraggiosa?

«Faccio parte di un gruppo, la richiesta della mia disponibilità è stata condivisa con tutti. Questo mi ha dato la forza di accettare».

Trande era alla guida da diversi anni, la sua decisione non rischia di minare l'equilibrio del gruppo?

«Credo che nel gruppo ci siano tutte le risorse e le competenze per far fronte agli impegni che dovremo affrontare e sono convinta, per come ho conosciuto Trande in questi anni, che anche lui non farà mancare il suo apporto».

Alla base della scelta di Trande c’è stato anche l’imminente referendum: non pensa che la tenuta amministrativa del Comune, che passa anche dall’unità del gruppo di maggioranza, debba prevalere su questioni tutte in terne al partito?

«Credo che l'unità del gruppo sia stata dimostrata con le scelte di questi giorni. Come ho detto a Trande, io rispetto la sua decisione».

È più diviso il gruppo consiliare o il pd?

«Nel gruppo come nel Pd sono presenti diverse sensibilità, che ritengo debbano essere vissute come risorsa. Per il gruppo consiliare sono un’opportunità per confrontarsi per poi trovare insieme le risposte che si ritengono positive per la nostra città. Questa è stata l'esperienza sino ad ora e sono convinta che riusciremo a proseguire in tale direzione».

Come concilierà le varie anime senza far nascere nuove crisi?

«La strategia non può che essere che una: discussione, confronto, coerenza e impegno».

Uno dei problemi del suo predecessore è stato il rapporto col sindaco su alcune visioni politiche. Come sarà il suo rapporto con Muzzarelli?

«Non mi risulta che le dimissioni di Paolo Tande siano legate a quanto lei afferma nella domanda. Per quanto mi riguarda con il sindaco in questi due anni si è instaurato un rapporto di fiducia e di dialogo aperto, non vedo perchè dovrebbe cambiare adesso».

Al gruppo Pd, gruppo di governo, i cittadini dovrebbero chiedere prima di tutto garanzia. Cosa si sente di garantire?

«Che ogni componente del gruppo Pd continuerà ad esercitare il proprio ruolo con passione ed impegno».

Nel rapporto con gli altri partiti un peso lo esercita anche il dialogo con l'opposizione: ai grillini e alla sua collega Elisabetta Scardozzi cosa si sente di dire?

«In consiglio sia con i 5 Stelle sia con le altre forze politiche c'è sempre stato un confronto aperto, nel rispetto delle diverse idee ed opinioni, soprattutto nei lavori di commissione che sono quelli utili per arrivare a delle proposte concrete. Auspico, ma non vedo motivi perchè ciò dovrebbe cambiare, di continuare».

Lei non è certo una politica di professione ma piuttosto espressione di una società civile che vive tutte le difficoltà dell’oggi, essendo il suo mestiere quello di insegnante: come si riesce ad essere propositivi nella politica quando anche manovre come “La buona scuola” provocano i disagi che stiamo vivendo?

«Sono un'insegnante di sostegno, ogni giorno mi confronto con situazioni complesse e la mia formazione mi indirizza a valorizzare i punti di forza ricercando soluzioni per le cose che non vanno. Credo che questo possa valere anche per la politica».

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