Modena, spaccata al ristorante Don Quijote
Un testimone svegliato dal botto: «Tre in azione, uno ha tirato una grossa pietra, e dopo il furto sono fuggiti in bici»
MODENA. Ancora un locale visitato dai ladri durante le ore notturne. Dopo il pluritartassato Cafè Blanco in via Vignolese, giunto a tre spaccate in un mese e ai sei colpi in un anno, dopo il saccheggio di soldi, caffè e vari generi alimentari portato a termine martedì al bar Esedra in via Bellinzona, l’altra notte è toccato al ristorante Don Quijote, il locale che propone specialità spagnole e che si trova il viale Sigonio, all’angolo con via Vaccari. Per questo esercizio si tratta già della terza visita: la prima nel maggio del 2105, la seconda il 29 luglio scorso.
L’allarme alla polizia è stato dato da un residente che abita in zona: «Erano da poco passate le due di notte, quella tra mercoledì e giovedì, quando ho sentito un gran botto venire dall strada. Allora mi sono alzato e ho guardato: da lontano ho visto che c’erano due giovani fermi, in via Vaccari, e una terza persona. Questa aveva una grossa pietra in mano e l’ha lanciata contro una delle vetrine laterali del ristorante». L’ingresso principale infatti è sotto al portico, in via Sigonio. Al secondo colpo sferrato col sasso, la vetrata, che aveva resistito alla prima botta, ha ceduto.
«Ho preso il telefono e ho chiamato immediatamente la polizia - racconta il testimone, che è poi rimasto in linea con la centrale, dando alla polizia aggiornamenti “in diretta” - e ho raccontato quello che succedeva in strada. I ladri sono entrati all’interno del locale, per poi uscirne poco dopo. «Non so cosa abbia preso d’altro, ma sicuramente uno aveva alcune bottiglie. Poi tutti e tre sono scappati salendo in bicicletta e si sono diretti verso via Giardini».
La polizia è poi arrivata sul posto e ha dato la caccia ai tre malviventi ma non è riuscita a rintracciarli. Il bottino è ancora da quantificare.
Ieri mattina la Polizia Scientifica ha effettuato un accurato sopralluogo prendendo impronte ed esaminando indizi, in modo da verificare se c’è correlazione con gli autori dei recenti furti nei locali di Modena.
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