Un intero quartiere ha detto sì al “trasloco”
Fiorano. Circondati dalle ceramiche i residenti di via Ruini e via Zini dicono sì al Comune a una futura delocalizzione probabilmente nell’area ex Cisa Cerdisa
FIORANO. Il sindaco Tosi ha incontrato nuovamente l'altra sera il comitato dei residenti di via Ruini e via Zini, due strade incastonate al centro della zona industriale di via Ghiarola nuova, fra ciminiere e atomizzatori, al centro di due diverse questioni: la richiesta degli abitanti di misure per la vivibilità e l'annunciata costruzione in zona di un Centro polivalente della comunità islamica. Prima questione: la proposta di trasferimento dei residenti formulata dall'amministrazione, che sembrava fantascientifica, è stata alla fine accolta dal comitato. Adesso il fine ultimo del percorso avviato con il Comune è proprio la delocalizzazione degli abitanti, probabilmente nei nuovi quartieri in zona Cisa Cerdisa. Seconda questione invece ancora semi-congelata, ma spunta un ricorso al Tar sulla destinazione d'uso dell'area, che potrebbe cambiare le cose. «Nonostante riconosciamo a questa amministrazione, rispetto alle precedenti, una maggiore sensibilità alle tematiche del quartiere – spiegano dal comitato – anche dopo questa ultima riunione il sentimento prevalente è stato quello della delusione. Delusione perché le aspettative erano elevate ma non hanno potuto trovare alcuna soddisfazione. Si percepiva, a nostro giudizio, un notevole imbarazzo nell'amministrazione a causa della consapevolezza che da anni si è lasciata incancrenire una delicata situazione, degenerata fino a diventare insostenibile. I più, fra i residenti, si attendevano proposte concrete che non sono giunte. Sarà certamente complicato venire fuori da questa situazione. E non potremmo farcela senza la volontà ferrea da parte dell'amministrazione di intervenire. Servono fondi di difficile reperimento, ma, come la scelta del nuovo polo scolastico ha dimostrato, non impossibile. L'importante è far rientrare nelle priorità la delocalizzazione, che deve intendersi come fine ultimo dell'intervento». Trasferire gli abitanti è un processo che comunque richiederà anni e intanto la vivibilità di certo non migliora. «Nell'attesa ci si attende provvedimenti di mitigazione e di non aggravamento della situazione. Come già più volte espresso, la criticità dell'area non consentirebbe nuovi insediamenti industriali o altri interventi che non siano esclusivamente residenziali. É proprio sulla sostenibilità di un cambio di destinazione d'uso in fondo a via Ruini su cui sarà chiamato il Tar ad esprimere un giudizio nel medio periodo, per un ricorso che comunque è precedente all'annuncio di insediamento del Centro islamico. Questo potrebbe mutare gli scenari. Naturalmente il provvedimento di ripristino della destinazione d'uso di quell'area, chiesto da alcuni residenti, potrebbe essere anticipato dal nuovo Psc rendendo, di fatto, nulla la causa pendente».
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