Violenze e abusi: 4 vigili a processo
Imputati in base alle accuse di un 40enne. Gli agenti: fu ammanettato dopo furto
Rinviati a giudizio per abuso di potere e violenza privata. In gennaio quattro agenti della polizia municipale compariranno davanti al giudice Federico Maria Meriggi con questi capi di imputazione descritti nell’atto di citazione in giudizio del pm Francesca Graziano. Il caso, piuttosto spinoso, presenta due versioni contrastanti. Secondo l’accusatore, gli agenti lo avrebbero fermato ammanettandolo ai polsi in maniera violenta, lo avrebbero perquisito con metodi a dir poco spicci e lo avrebbero trattato in malomodo omettendo di spiegare cosa accadeva e se avesse avuto necessità di chiamare un difensore. Infine, non sarebbe stato scritto neppure un verbale per spiegare il motivo della perquisizione e come questa era stata svolta. Nel racconto della presunta vittima, ora parte offesa (assistita dall’avvocato Gianluca Barbiero), gli agenti avrebbero messo le mani in tasca mentre era ammanettato, prelevando denaro e cellulare e poi lo avrebbero portato alla centrale in via Galilei senza dargli spiegazioni.
Opposta la versione della municipale. Gli agenti erano stati chiamati sul posto dopo un furto e proprio nei paraggi avevano notato il 40enne. Questi si sarebbe diretto proprio sul luogo del furto e così lo hanno fermato e perquisito. Non gli sarebbe stata fatta alcuna violenza: lo dimostra il fatto che si lamenta solo delle manette troppo strette; inoltre non esiste alcun referto medico di ecchimosi o lesioni. Insomma, in aula sarà battaglia.
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