Che pienone in chiesa per ascoltare Giacomo
C’erano così tanti spettatori al Centro per le famiglie per Giacomo Mazzariol, il giovanissimo autore di “Mio fratello rincorre i dinosauri”, che è stato necessario spostare l’incontro dalla sala...
C’erano così tanti spettatori al Centro per le famiglie per Giacomo Mazzariol, il giovanissimo autore di “Mio fratello rincorre i dinosauri”, che è stato necessario spostare l’incontro dalla sala conferenze del centro alla chiesa di Sant’Antonio per accoglierli tutti, circa trecento, che hanno assistito catturati al racconto di un ragazzo di 19 anni, che ha fatto qualcosa di speciale: un libro, ma prima ancora un video su youtube, “The simple interview”, da cui è partito tutto. Lì Giacomo ha presentato ai suoi diffidenti amici (e senza saperlo al mondo intero) suo fratello Giovanni, nato con la sindrome di Down, il famoso “cromosoma in più”. «Volevo che imparassero a conoscere Giovanni come lo conoscevo io e a capire che lui ha un suo mondo e che un giorno avrà un futuro». Un video del tutto amatoriale, spiega Giacomo, messo in rete prima di andarsene in Inghilterra per tre mesi di studio. «Al ritorno sul tavolo ho trovato un foglio con i nomi e i numeri di tutte le persone che avevano chiamato per parlarmi: Maurizio Costanzo, Antonella Clerici e tutti i principali conduttori televisivi. Sono arrivate le interviste sul Corriere e sulla Repubblica, senza che ancora mi rendessi bene conto di quel che stava succedendo. Poi è arrivata l’offerta di scrivere questa storia in un libro». Che parla dei ragazzi down in modo del tutto diverso dai normali trattati. «Non è la storia di Giovanni, è la mia, di Giacomo che imparo a conoscerlo. Avevo due sorelle, quando i miei genitori mi hanno annunciato un maschio, ho cominciato a sognarmelo come un super-eroe. Ero piccolo, ma quando è arrivato ho capito presto che non lo era. Era strano e faceva cose strane. Crescendo sono bastati pochi episodi e poche frasi per farmi capire che Giovanni è un grande, che ha un suo mondo bellissimo in cui sono riuscito a entrare. Oggi è il mio migliore amico, la persona che mi ha aiutato di più a crescere». La serata era organizzata dall’associazione Meteaperte, che a Sassuolo riunisce famiglie con ragazzi down. (g.b.)
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