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Crm, assolti due sindacalisti Cgil: non diffamarono il proprietario

Crm, assolti due sindacalisti Cgil: non diffamarono il proprietario

Marco Bottura e l’ex segretario provinciale Donato Pivanti assolti dall’accusai diffamazione. Il giudice Domenico Truppa ha stabilito che i due sindacalisti della Cgil di Modena non diffamarono il...

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Marco Bottura e l’ex segretario provinciale Donato Pivanti assolti dall’accusai diffamazione. Il giudice Domenico Truppa ha stabilito che i due sindacalisti della Cgil di Modena non diffamarono il titolare di Crm Renzo Montagnani nel momento in cui pubblicarono un comunicato, poi diffuso in volantino e anche via internet, nel quale denunciavano le pesanti attività sanzionatorie nei confronti dei dipendenti. I due sono stati infatti assolti “perché il fatto non sussiste”. E, fatto rarissimo, avevano rinunciato alla prescrizione per poter sostenere fino in fondo le loro ragioni, sicuri della loro giustezza.

In quel testo pubblicato nel giugno 2009 Bottura e Pivanti - assistiti dagli avvocati Alessandro Sivelli e Raffaella Guarneri - avevano sottolineato come la direzione della fabbrica di tigelle e piadine utilizzasse sistemi troppo rigidi per portare la disciplina nell’azienda: multe e sanzioni avevano già colpito una ventina dei 40 dipendenti. Il documento sindacale, pur con toni duri, voleva portare l’attenzione su cosa accadeva dentro lo stabilimento in un momento delicato, ma Montagnani non ha accettato queste critiche e ha anzi ha denunciato Bottura e il suo segretario provinciale che lo appoggiava perché si sentiva diffamato.

In sede civile chiese un provvedimento cautelare d’urgenza che portasse alla immediata cancellazione del comunicato su internet. Inizialmente il giudice del lavoro ordinò di cancellare alcune frasi, ma poi in appello il tribunale civile stabilì che il testo poteva restare. Montagnani andò avanti lo stesso con una consistente richiesta di risarcimento e intanto presentò anche denuncia in Procura. Al processo era parte civile, assistito dall’avvocato Manfredo Termanini.

Carlo Gregori

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