Dopo il ko alle elezioni il Pd conferma Facchini
Pavullo. Respinte le dimissioni, il 26enne sarà ancora il leader dei Democratici «Ripartiamo dalla sconfitta: serve concretezza e più interazione con la gente»
PAVULLO. Piena fiducia con riconferma all’unanimità alla segreteria del Pd di Pavullo per Thomas Facchini. È stato questo l’esito della riunione di mercoledì sera, primo vero appuntamento decisionale dopo la sconfitta alle elezioni di giugno che hanno visto la vittoria del centrodestra.
A seguito del verdetto, il 26enne aveva detto chiaramente che era pronto ad assumersi le sue responsabilità presentando le dimissioni. Ma nel confronto con il direttivo sono state respinte in blocco, rinnovandogli stima e appoggio.
Riconferma all'unanimità dopo la burrasca: che effetto fa?
«Mi fa ovviamente molto piacere: le mie dimissioni erano un’assunzione di responsabilità legata a un modo serio di fare politica per cui se ci sono colpe da prendersi, si prendono. Ma non c’era nessuna volontà di disimpegno, avevo fatto presente che avrei continuato comunque a dare il mio contributo da militante. Mi hanno detto di rimanere dov’ero, e sono onorato per questa manifestazione di fiducia».
Che clima c’è adesso, a tre mesi e passa dalla sconfitta?
«Un clima costruttivo, che è la base per lavorare. Pur essendo una fase delicata, è emerso un senso di unità e la volontà di approfondire l’analisi della sconfitta per capire bene cos’è successo nel dialogo con i cittadini e agire di conseguenza. Il Pd rimane il primo partito a nella comunità e deve avere il ruolo che gli compete nel dibattito politico».
Che cosa farà adesso, con pieno mandato?
«Credo che serva un’azione in tre direzioni. Innanzitutto, dobbiamo rinforzarci in segreteria aprendoci anche a quelle persone, in particolare giovani, che hanno avuto un ottimo risultato al voto, e va ripreso in mano il tesseramento. Poi dobbiamo dialogare in particolare con tutta quella parte di società che si riconosce nel centrosinistra per ricostruire quell’alleanza larga che è mancata a giugno. Un percorso certamente difficile, perché quello che è accaduto richiede una digestione lunga, ma doveroso. E poi dobbiamo essere concreti, aggiornando costantemente la piattaforma programmatica: abbiamo presentato i nostri emendamenti al programma di Biolchini, ma il discorso non finisce lì. Tramite la partecipazione e il confronto vero con la gente, che non deve essere solo un modo per dire la propria, andranno elaborate di volta in volta altre priorità per il paese».
Che approccio terrete verso l’amministrazione Biolchini?
«Apprezziamo l’apertura sulla partecipazione e saremo propositivi, ma nel rispetto del ruolo di opposizione. La nostra visione di sviluppo per la comunità e il territorio resta alternativa».
Cosa farete per il referendum?
«Sarà l'argomento del direttivo che verrà convocato nei prossimi giorni, in cui ci organizzeremo a sostegno del sì».
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