Export: “montagne russe” per i distretti modenesi
Bene le piastrelle di Sassuolo (+8%), male le macchine per ceramica (-16%) In calo la meccanica e il biomedicale di Mirandola (-3,3%), la moda in crescita
Almeno per il secondo trimestre dell'anno l'Emilia-Romagna è la prima regione italiana per export. Lo dicono i dati raccolti dalla Direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo nell'ambito del periodico monitor sui distretti regionali.
L'analisi evidenzia, dopo la partenza poco decisa dei primi mesi dell'anno, una crescita elevata del 6,6%, un ritmo che ha portato i livelli su valori superiori ai 3 miliardi di euro, nuovo massimo storico. Molto positivo anche il dato complessivo del primo semestre che vede l'export dei distretti della regione in crescita del 3,5%.
«A trainare la performance regionale dopo cinque trimestri consecutivi negativi sono finalmente i mercati emergenti (+11,4%) e, in particolare, l'aumento dell'export in Russia, Repubblica Ceca e Romania- spiega Luca Severini, direttore regionale di Intesa Sanpaolo- si conferma, anche nel secondo trimestre 2016, la dinamica positiva per le esportazioni verso i mercati maturi (+4,4%), trainata dalle buone performance in Germania, Francia e Stati Uniti».
Tirando le somme, chiudono positivamente 15 distretti su 19, rivelando una situazione quasi totalmente favorevole. Nella meccanica, ottime performance delle macchine per l'imballaggio di Bologna (+12,8%) trainate dalle vendite in Russia e in Repubblica Ceca, delle macchine utensili di Piacenza (+9,4%), delle macchine per il legno di Rimini (+8,5%), della food machinery di Parma (+6,7%) e dei ciclomotori di Bologna (+2,9%). Segnali negativi vengono dal distretto delle macchine agricole di Modena e Reggio Emilia (-2,3%) che soffre in particolare negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, e delle macchine per l'industria ceramica di Modena e Reggio E$ilia (-16,5% secondo i dati Acimac).
Migliora il quadro per il settore alimentare. In forte crescita il lattiero-caseario di Reggio Emilia (+14,1%), l'ortofrutta romagnola (+13,8%) e il lattiero-caseario parmense (+16%). Lievemente positivi l'alimentare di Parma (+1,1%), i salumi del Modenese (+1,1%) e i salumi di Parma (+1,9%). Continua, invece, la dinamica negativa per i salumi di Reggio Emilia. Tutti i distretti del sistema moda della regione mostrano segnali di ripresa: spicca, in particolare, l'abbigliamento di Rimini (+17%) grazie alle vendite in Russia, Polonia e Stati Uniti. In lieve crescita la maglieria e abbigliamento di Carpi (+1,7%) e le calzature di San Mauro Pascoli (+5,2%). Segnali contrastanti vengono dal sistema casa, con il principale distretto della regione, quello delle piastrelle di Sassuolo, in crescita dell'8% grazie all'export in Giappone, Cina e Germania, mentre sono in calo, da tre trimestri consecutivi, i mobili imbottiti di Forlì (-6,1%) a causa della riduzione delle vendite in Francia e Cina.
Performance molto positive hanno caratterizzato i poli tecnologici della regione che hanno chiuso il secondo trimestre con una crescita delle esportazioni contrariamente alla dinamica nazionale (+4,1% rispetto al -5,7%), trainati dal polo ict di Bologna e Modena (+7,1%). Bene anche il biomedicale di Bologna (+10,4%), mentre ha mostrato segnali di rallentamento il polo di Mirandola (-3,3%).
Lo scenario sul mercato del lavoro resta complesso. Nei primi 8 mesi del 2016 il ricorso alle ore di cassa integrazione delle imprese dei distretti regionali ha evidenziato un aumento del 29,1%.
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