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Figurine al Mata di Modena, quanto ci costano

di Stefano Luppi
Figurine al Mata di Modena, quanto ci costano

Per allestire “I migliori album della nostra vita” sono stati spesi oltre 200mila euro. Esposto il materiale che è già di proprietà del Comune

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MODENA.  Le immagini Panini dei calciatori, dei grandi campioni dello spot e le altre cards di proprietà del Comune esposte a peso d'oro, con un costo pari a oltre 200mila euro.

Accade con la mostra “I migliori album della nostra vita. Storie in figurina di miti, campioni, e bidoni dello sport”, al Mata dell'ex Manifattura di viale Monte Kosica fino al prossimo febbraio. Se il titolo della mostra, echeggiando l'intellettuale Edmondo Berselli, funge da richiamo per le visite fare i conti delle varie voci che compongono questa esposizione porta inevitabilmente a chiedersi se non si poteva risparmiare un po’.

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L'assegno che i cittadini modenesi hanno dovuto staccare per vedere immagini di proprietà pubblica - conservate al Museo della Figurina di Palazzo Santa Margherita, a un chilometro di distanza - pare infatti esagerato.

Al curatore ad esempio sono andati 20mila euro, per i servizi integrati si sono spesi 81mila euro, per la “creazione artistica” altri 31mila. E poi c'è una curiosità che, probabilmente, è determinata da un errore materiale nella trascrizione su internet degli atti ufficiali.

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QUELLO ZERO SPARITO DAI DOCUMENTI. Alla voce “allestimenti” si trovano due documenti: nel primo si dice che la spesa è stata di 110mila 629 euro, mentre all'interno dell'atto la cifra scende a 10.629 euro. In ogni caso a questo punto i 600mila euro di costo della prima rassegna del Mata, la contestatissima “Il manichino della storia”, sono davvero poca cosa visto che in quella occasione (almeno) si esposero capolavori di Jean-Michel Basquiat, Gino De Dominicis, Anselm Kiefer, Robert Longo, Takashi Murakami, Thomas Ruff, Franco Vaccari. Vediamo voce per voce quanto è costata la mostra delle figurine.

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IL CURATORE. E' il giornalista Leonildo (Leo) Turrini al quale è andato un cachet di 20mila euro, come si legge nella determina comunale numero 331. Cifra più alta di quella che normalmente un operaio guadagna in un anno di lavoro. Turrini si è impegnato a elaborare il testo del progetto di mostra e a redigere i testi informativi lungo il percorso e alcuni altri in catalogo.

ALLESTIMENTI. Il Mata è una sede comunale, in affitto a 300mila per 6 anni, e per esporre materiali di proprietà del Comune ha speso 10mila euro (si spera, appunto, non 110mila...).

SERVIZI INTEGRATI. Con un costo di 81.300 euro è stato fatto un appalto per consentire l'accoglienza alla mostra, la sorveglianza, biglietteria, gestione bookshop, visite guidate, pulizia. A vincere l’appalto è stata la società Mediagroup che, curiosamente, è sotto contratto con il Comune fino al 15 marzo quando la rassegna si chiude sedici giorni prima.

CATALOGO. Sono serviti 9200 euro per realizzare il catalogo dell'editore Franco Cosimo Panini, di cui 3mila per un apposito espositore-mensola.

IL GIOCO VIRTUALE DI BOXE. Oltre 38mila euro sono stati assegnati allo studio “Fazio Art Design Tecnology Educational” di Montevarchi per permettere di giocare a boxe in mostra come un vero campione.

L'OSPITE. Il giorno dell'inaugurazione era presente anche il grande campione di boxe Nino Benvenuti cui è stato assegnato un cachet di 1200 euro per raccontare le sue grandi vittorie a chi era al Mata.

COMUNICAZIONE. In questa voce da oltre 30mila euro sono comprese ad esempio il progetto grafico dell'immagine coordinata, le cornici per le mille "figu" esposte e la realizzazione del catalogo. Ci sono poi nei 200mila euro abbondanti altre voci di spesa "minori", tutte spese dal Comune che si è avvalso anche dei contributi di Hera.

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