Giacobazzi: «Concessione? Si è scelto il male minore»
L’assessore risponde alla pioggia di critiche, dai ciclisti ai commercianti: «I ritardi erano colpa nostra». Poggi: «Ci si prende una bella responsabilità...»
«Se tornassimo indietro? Beh, non so quanti di voi, se tornassero a prima del 2008, rifarebbero le stesse scelte sapendo che il mondo sarebbe cambiato con questa crisi. Vale così anche per il Novi Park, opera decisa e costruita in bel altri tempi».
L’assessore Giacobazzi è quasi sconsolato al termine di una giornata che lo ha visto, per buona parte incolpevolmente, al centro delle polemiche legate alle nuove tariffe della sosta. Ha passato buona parte della mattinata a rispondere alle decine di mail che protestavano per i posti biciclette tolti alla Delfini: «È una decisione di un anno fa, non c’è nulla di nuovo. I posti bicicletta sono anche aumentati, da 26 sono passati a 44. I posti auto su strisce bianche che sono stati disegnati rappresentano quelli concordati con la pedonalizzazione di piazza Roma. Rispetto alle biciclette cercheremo anche di mettere al più presto una telecamera proprio nella zona della Delfini per garantire una maggiore sicurezza».
Poi inevitabilmente l’argomento cade sulla questione parcheggi, sulla quale il Comune è stato a dir poco travolto, costretto a precisare sui buoni posteggio che sostituiranno la sosta gratuita di 15 minuti: «Bisogna prima di tutto dire che non c’è nessun buco nella gestione». Non è un buco ma per stessa ammissione del Comune è un mancato guadagno: «Certo - incalza Giacobazzi - ma lo abbiamo deciso noi consapevolmente sapendo bene di aver concesso con ritardo una serie di posti auto che sarebbero stati tariffati fin dall’inizio». È questo quello che si fatica a comprendere, il Comune che si fa carico di un mancato guadagno, aspetto che sarà approfondito anche da una interrogazione del consigliere di Forza Italia Andrea Galli, che ieri ha presentato la sua istanza.
Giacobazzi non ci sta, ma gioca in difesa: «Abbiamo dovuto scegliere il male minore. Avevamo due strade: o pagare ciò che era previsto da contratto - come i posti all’ex Amcm - ma è arrivato con colpevole ritardo, o trovare un modo meno impattante e più ragionevole per uscire da questa situazione. Abbiamo scelto la seconda strada, che è vero che aumenta la concessione ma non si abbatte sulle tasche dei cittadini con degli aumenti». Vero sì, ma non va dimenticato che la zona a pagamento si allarga. Difficile barcamenarsi tra le proteste dei cittadini e le decisioni degli amministratori. Lo sa bene anche Fabio Poggi, consigliere comunale che anche in passato, vedi ex Amcm, non ha mai nascosto il suo dissenso ad operazioni di contestabile strategia. Questa volta, più che la strategia, secondo Poggi si è rimediata una situazione già compromessa: «Tutte le volte che ci si impegna in modo così importante per il futuro, addirittura per 40 anni, ci si prendono delle belle responsabilità, ipotecando il futuro di chi verrà dopo di noi. Lo dico come cittadino. Ma in questo caso non si poteva fare altro che prenderne atto. Noi come consiglieri comunali - prosegue Poggi - siamo stati semplicemente informati, senza porre nessun voto e nessun veto».
Una maggiore discussione avrebbe contribuito a limitare i danni? «Discutere fa sempre bene in termini virtuosi, ma per la discussione ci vogliono le alternative. Da questa situazione - conclude il consigliere Fabio Poggi - dobbiamo saper leggere la notizia più importante, cioè l’accordo che prevede come le tariffe previste non siano più modificabili con questa situazione di nuovo equilibrio. La concessione allungata è vero che fa paura nella durata, ma si tratta di rispettare un contratto sancito rispetto al quale non è trascurabile la disponibilità mostrata ad aumentare i posti auto a prezzo calmierato per i residenti».
Davide Berti
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