Lo sfratto del Bar Albero d’Oro
La struttura del parco è in perdita di 32mila euro, il Comune usa la linea dura e annulla il contratto
Nonostante i tentativi di recuperare la situazione, le promesse fatte al quartiere e al consiglio comunale, resta critica la situazione del bar ristorante e centro ricreativo del parco Albero d’Oro. L’altra sera la giunta comunale, rispondendo alle richieste di Giorgio Barbieri della lista Sassuolo 2020, ha annunciato la decisione di recedere dal contratto di concessione per morosità. Ammontano ormai a 32mila euro i debiti accumulati da una gestione che non è riuscita a tenere la barra e a garantire quanto l’accordo prevedeva, soprattutto in termini di aperture di una struttura che doveva essere al servizio del quartiere e del parco e che invece risulta prevalentemente chiusa. «Il gestore è inadempiente - ha confermato il vicesindaco Maria Savigni – ormai da lungo tempo. Solo la settimana scorsa ha fatto avere i documenti relativi alla fidejussione di garanzia da 15mila euro, che Sgp, concessionaria della struttura, intende ovviamente incamerare. I debiti complessivi però, in termini di canoni e utenze non pagati, ammontano a 32mila euro ed è evidente che si deve procedere alla rescissione del contratto. Se sono passati alcuni mesi rispetto al precipitare della situazione è perchè abbiamo avuto diversi incontri col gestore e il suo legale per cercare di recuperare quanto possibile dei soldi non pagati. Ormai però siamo alla fine dell’iter e abbiamo disposto che i locali vengano liberati. Se il gestore non lo farà procederemo con lo sgombero forzato». Fallisce per l’ennesima volta il tentativo di una gestione privata di un circolo, come del resto non accenna a riprendersi neanche la situazione del Circolo Fossetta al Parco Arcobaleno, anch’esso azzerato da una gestione in perdita. Fra le ipotesi messe in campo già alla riunione di quartiere di un anno fa, non è stata praticamente presa in considerazione quella di restituire la gestione al Comitato del parco o comunque affidarla a un’associazione. Modello che sta funzionando per esempio al Temple Bar, già a suo tempo chiuso per fallimento e che potrebbe essere replicato anche nelle altre sedi dove altre scelte si sono palesemente rivelate fallimentari. (g.b.)
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