Gazzetta di Modena

Modena

Terremoto e trasparenza Solo Novi resta al passo

di Francesco Dondi
Terremoto e trasparenza Solo Novi resta al passo

I Comuni oscurano beneficiari dei contributi, progettisti e soprattutto le imprese Impossibile verificare a chi vengono commissionati i cantieri e la loro capacità

2 MINUTI DI LETTURA





Neppure un anno fa si era nel vivo di uno scontro durissimo: Comuni da una parte e tecnici privati dall’altra, impegnati nel rimpallarsi le responsabilità sui ritardi della ricostruzione post-sisma. Una situazione che portò addirittura la Regione ad un imponente esercizio di trasparenza: chiese a tutti i municipi un report sui Mude e pubblicò, sul proprio sito internet, un bilancio estremamente dettagliato. Venivano indicati tutti i progettisti, i lavori che erano stati affidati loro, quanti erano già stati protocollati e quanti ancora si trovavano su un binario morto. Fu un lavoro rivolto alla massima trasparenza, funzionale a dimostrare come le ragioni delle amministrazioni pubbliche non fossero poi così censurabili. Ebbene a distanza di tempo quella trasparenza tanto evocata («Si stanno usando soldi pubblici e quindi bisogna che il pubblico ne conosca la destinazione», si disse ai tempi) è scemata, riducendosi ad un minimo sindacale che poco aiuta chi, davvero, vuole monitorare la situazione dei cantieri terremotati. Si arriva così a pubblicare sui siti istituzionali dei vari Comuni un puntuale rapporto generale sui Mude: pratiche protocollate, accettate, fondi erogati, ma nulla di più. Mancano i singoli progetti, non ci sono i beneficiari dei contributi, sono assenti i progettisti e non si citano mai le aziende incaricate della ricostruzione. Si possono scorgere, ad albo pretorio, le ordinanze di liquidazione o ridefinizione, ma alla scadenza dell’obbligo di pubblicazione tutto viene tolto e si trasforma in carta non più consultabile con un clic.

In questo magma di trasparenza limitata c’è soltanto un caso che spicca per eccellenza ed è il Comune di Novi, in passato criticato per la lentezza dell’autorizzazione ai progetti. Il sito del paese amministrato da Luisa Turci, tra i pochi sindaci che pubblicamente si sono spesi per la massima informazione ai cittadini, è aggiornato puntualmente, ci sono tutti i dati necessari a capire come stia procedendo la ricostruzione, i tempi, le pratiche presentate e anche i tecnici che seguono gli incartamenti. Informazioni necessarie per capire se c’è un monopolio tra i progettisti oppure se c’è stata un’equa distribuzione dei lavori. Mancano soltanto le imprese appaltatrici, quelle che vengono effettivamente pagate con i fondi pubblici. Magari Novi si adeguerà, magari gli altri Comuni cercheranno di prendere spunto, e se lo faranno offriranno un servizio trasparente ai cittadini, prima che ai professionisti della legalità. E magari si scoprirà che ci sono imprese che hanno cannibalizzato la ricostruzione oppure un legame continuo tra certi tecnici e certe aziende...

@francescodondi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google