Ucciso a bastonate a Villa Igea: perizia psichiatrica per indagato
È iniziato un incidente probatorio davanti al giudice Eleonora De Marco riguardante la morte di Salvatore Paderno, il novantenne deceduto nell’agosto 2015 dopo due settimane di agonia in ospedale per...
È iniziato un incidente probatorio davanti al giudice Eleonora De Marco riguardante la morte di Salvatore Paderno, il novantenne deceduto nell’agosto 2015 dopo due settimane di agonia in ospedale per le bastonate inferte da un paziente ricoverato nella sua stessa camera a Villa Igea. Ed è proprio il paziente che l’ha colpito numerose volte alla testa ad essere ora oggetto dell’accertamento psichiatrico chiesto dal giudice al suo perito, la dottoressa Matilde Forghieri, a fianco della quale la difesa ha nominato un suo consulente, il dottor Giuseppe D’Angelo.
Il 75enne indagato per omicidio preterintenzionale era in grado di intendere e di volere al momento dell’aggressione? È socialmente pericoloso? Sono questi i due principali interrogativi che il perito dovrà sciogliere e spiegare alla prossima udienza, in novembre. Le sue risposte determineranno l’esito dell’indagine condotta dal pm Pasquale Mazzei: se l’anziano - sofferente di Alzheimer e demenza senile , malattie già diagnosticate - sarà ritenuto incapace di capire il caso verrà chiuso. Almeno per quanto riguarda la sua posizione. Per ora l’anziano, assistito dall’avvocato Silvia Ciancia, è l’unico indagato, mentre Villa Igea non figura. La questione è delicata perché, come aveva già sottolineato la figlia della vittima, Paderno - ora parte offesa seguita dal’avvocato Francesco Pighi - era un uomo di 90 anni completamente indifeso, ospite di una struttura “blindata”, steso su un letto della sua camera e addormentato, nel momento in cui è stato colpito dal suo compagno di stanza, restando in gravi condizioni. Venne sottolineata la mancanza di immediati soccorsi e anche il trasporto del ferito in ospedale fu disposto solo la mattina dopo l’aggressione, avvenuta attorno l’ora di cena. La direzione di Villa Igea si scusò ma restò aperta la questione di una eventuale responsabilità di chi doveva controllare questi degenti anziani e, almeno nel caso dell’aggressore, pazienti con la mente gravemente offuscata e in preda a impeti violenti. L’inchiesta ha finora puntato solo sull’autore dell’aggressione.
Carlo Gregori
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