«A fianco di un’eccellenza della comunità»
Giuseppe Schena: «Non potevamo rinunciare a sostenere un’iniziativa culturale di alto livello»
«Abbiamo legato questo evento al nostro compleanno - afferma Giuseppe Schena, presidente della Fondazione CR Carpi - per festeggiare insieme alla comunità, ma non solo. Quando il progetto era ancora in nuce, la Fondazione ha immediatamente constatato che vi erano tutte le condizioni per poter partecipare a un’attività culturale di grandissimo spessore, arricchita dal fatto che Liliana abbia deciso di collaborare alla performance. Non potevamo non essere al fianco di un’eccellenza della nostra comunità. Le nostre non sono solo eccellenze enogastronomiche: possediamo un capitale umano importante che, da qui, è riuscito a realizzarsi per raggiungere livelli nazionali e internazionali importanti. Filumena Marturano è uno spettacolo dotato di grande potenza: raccogliere in un tutt'uno Eduardo e Liliana è un mix esplosivo».
Liliana Cavani è regista e sceneggiatrice. Nata a Carpi nel 1937 da padre architetto e madre appassionata di cinema, viene portata da quest'ultima al cinema tutte le domeniche. Negli anni dell’università fonda a Carpi, con alcuni amici, un cineclub che le permette di mostrare i capolavori della storia del cinema che non arrivano nel Paese. Dopo la laurea, a Roma, frequenta il Centro Sperimentale di Cinematografia. Firma, dunque, lavori che vanno dalla “Storia del Terzo Reich” (1962) a “La donna nella Resistenza” (1965) a “Francesco di Assisi” (1966), film che scatena molte reazioni, soprattutto per il modo originale di rappresentare il santo. Dopo “Galileo” (1968), “I cannibali” (1969), “L'ospite” (1971) e “Milarepa” (1973), realizza “II portiere di notte” (1973), con Charlotte Rampling. Liliana Cavani si concentra sull'ambiguo rapporto tra vittima e carnefice: la rottura dello schema del racconto tradizionale che non ammette che il protagonista possa essere un nazista, un “eroe” del male, provoca polemiche infinite.
Valeria Cammarota
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