Il procuratore: «Fermiamo le spaccate»
Lucia Musti convoca le forze dell’ordine: «L’escalation va bloccata, rafforziamo i controlli e le strategie di intervento»
Il simbolo della sfrontatezza è il Cafè Blanco, il bar tabaccheria lungo via Vignolese e che in un anno è stato visitato e saccheggiato sette volte, con quattro colpi nel giro di un mese e qualche giorno. Ma non c’è bisogno di scomodare questo record: anche l’altra notte in città un’altra spaccata, poco prima delle sei del mattino, lungo via Emilia Est, davanti ad esercizi commerciali già aperti: i banditi hanno buttato già la vetrina principale portando via abiti da sposo e da sposa per almeno 30mila euro. E ancora, nel cuore della notte, è stata presa di mira la tabaccheria di via Nobili, un colpo tra slot, scambia soldi e sigarette pure questo da 30mila euro. Insomma , un’ondata che invece di placarsi si fa sempre più impetuosa. Per questo motivo c’è bisogno di organizzare una controffensiva forte, bisogna fare il punto della situazione e cercare di reagire, di trovare nuove strategie .
Ed ecco che si farà un vertice straordinario tra Procura e forze dell’ordine sul tema delle spaccate e dei furti in generale ai danni di attività, di esercizi commerciali.
Il procuratore capo Lucia Musti sta in queste ore effettuando una ricognizione su tutti i fascicoli pendenti relativi agli ultimi colpi, una panoramica accurata sullo stato delle indagini e poi convocherà un vertice, una riunione operativa sulle spaccate con tutte le forze dell’ordine. «Analogamente a quanto ho fatto con riferimento alle rapine agli esercizi commerciali - afferma il procuratore capo facendo riferimento alla violenta rapina di qualche tempo fa ai danni della gioielleria di Vignola in centro - intendo promuovere una riunione operativa con le forze dell’ordine, quindi polizia, carabinieri, guardia di finanza, i nostri referenti investigativi per fare un po’ il punto della situazione su questi fenomeni che sono veramente dei fenomeni allarmanti come tutto quello che “tocca” d’altra parte direttamente la sicurezza pubblica. Le modalità con le quali vengono svolti questi atti sono modalità veramente violente, si tratta di irruzione violenta in quelle che sono attività commerciali e quindi con un danno anche all’economia oltre al danno appunto alla tranquillità della cittadinanza. Ovviamente queste riunioni non sono risolutive del problema, magari bastasse una riunione... Però sono indicative della volontà della Procura della Repubblica di farsi carico del problema, cosa che già facciamo con tutti i fascicoli aperti, provando a dare una lettura comune a questo fenomeno e vedere che cosa possiamo fare, cosa non abbiamo fatto o se abbiamo trascurato qualcosa. Insomma bisogna cercare di coordinarci tutti insieme e lavorare per cercare di razionalizzare il meglio possibile questo fenomeno».
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