Juliet, un'atleta in carrozzina che sfida le insidie di Modena
Le difficoltà della giovane disabile che ha vinto 9 volte il titolo italiano di kayak. A Modena cavalcavia a rischio, accessi e vie impossibili: «Il sindaco faccia un giro con me»
MODENA «Vorrei che il sindaco camminasse un giorno in carrozzina con me». Juliet Kaine non è una donna che si piange addosso. Ha sfiorato la qualificazione per i Giochi di Rio 2016 e ha conquistato nove titoli italiani di kayak.
Una forma di tubercolosi ossea le ha fatto perdere l’uso delle gambe a otto anni, un quarto di secolo fa. S’è trasferita da Freetown (capitale della Sierra Leone) a Modena. Ogni giorno si allena per continuare a inseguire il sogno olimpico: Tokyo 2020 potrebbe essere l’ultima occasione. Ogni giorno le bracciate con cui pagaia ai laghetti Curiel appaiono uno scherzo rispetto alle “pagaiate” per muoversi a Modena.
Il viaggio comincia da via Due Canali Sud. Lo spazio davanti alla casa in cui vive è un percorso a ostacoli. Basta una bracciata troppo energica, un movimento sbagliato per ritrovarsi ribaltati con la carrozzina.
«Immaginatevi quando piove o nevica - esclama la giovane donna - quello che succede! Le Paralimpiadi insegnano che non ci devono essere barriere architettoniche, come ci sono invece davanti casa mia». Un’impresa diventa il conferimento dei rifiuti se nessuno l'aiuta. I contenitori con la raccolta differenziata più vicini si trovano ai margini del parco XXII Aprile.
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LA SFIDA QUOTIDIANA «Ho insistito perché li mettessero adeguati - riprende l’azzurra - anche per un anziano. Mi hanno risposto che avrebbero provveduto, ma secondo me non è così. Appena non paghi le bollette, che pago come tutti i cittadini, ti mandano subito la lettera a casa».
Difficoltà ne incontra proseguendo su strada Attiraglio. Passa dalla fermata del bus, ma salire a bordo le è difficile. «In Germania e in Russia c’è la pedana - aggiunge Juliet - e l’autista ti aiuta a salire. Da noi, purtroppo, non è così. I mezzi sono quasi sempre pieni e da sola non ce la faccio».
Per andare verso il centro e tornare occorre passare dal cavalcavia della Sacca.
«L’ascensore è spesso rotto», segnala la sportiva. I residenti più volte hanno chiesto all’amministrazione interventi per poter passare in sicurezza in bici o con i bimbi nei passeggini.
«Per farlo in carrozzina ci vuole la forza e la volontà di un disabile - ammette l’atleta - il marciapiede è dissestato, disconnesso, stretto. Ci tocca camminare in mezzo alla strada e rischiare la vita. È già difficile essere in carrozzina».
LE DIFFICOLTA' La forza impiegata per spingere il mezzo in salita, a pochi centimetri dai veicoli che passano, serve anche in discesa. Senza il freno si rischia di prendere troppa velocità e fare un incidente. Meglio impiegare secondi, minuti in più, muovendosi con cautela. Non tutti come lei sono atleti della Nazionale. Le difficoltà non mancano lasciandosi alle spalle via Crispi e immettendosi su corso Vittorio Emanuele.
Basta un camion o una macchina parcheggiata sulla ciclabile per costringerla a tornare in strada. Il punto più lontano del viaggio dimostrativo è davanti alla sede della Croce Rossa; tuttavia, l’atleta conosce molto bene le insidie del centro.
Un esempio? «Dove c’è la Posta, sopra il marciapiede, ci sono sempre biciclette parcheggiate davanti - spiega Juliet - ho chiesto al referente e mi ha detto di andare al Comune. La gente vede, però non fa nulla perché le cose devono essere lasciate così». Juliet ha potuto incontrare il sindaco domenica scorsa.
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Entrambi erano invitati ad Abilità in Azione, evento organizzato dal Comitato paralimpico italiano per l’inaugurazione dello Sport Village. «Non ci ha nemmeno chiesto come sono andate le gare», critica Juliet.
CARO SINDACO, AIUTACI Cosa può fare il sindaco Muzzarelli? «Il Comune può fare qualcosa, eccome - garantisce la giovane donna - può intervenire sui marciapiedi non curati, le strade non curate. Il sindaco può andare in giro con i disabili e vedere cosa si può cambiare nella nostra città. Vorrei che il sindaco venisse con me un giorno con la carrozzina così vede la difficoltà di persona».
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