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L’accoglienza nel dna di Modena

L’accoglienza nel dna di Modena

Un convegno dell’Udi su come si sono evoluti attenzione e aiuti a chi è in difficoltà

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«Le politiche dell’accoglienza a Modena nel secondo dopoguerra: dai treni della felicità a oggi». È il titolo del convegno, in programma oggi dalle 9 alle 13, nella Sala del Consiglio Comunale, frutto di un lavoro di ricerca del “Laboratorio per la storia e le memorie delle cittadinanze, del welfare e delle politiche dell'accoglienza” costituito presso l'Istituto Storico della Resistenza e di storia contemporanea. La splendida “avventura di accoglienza” dei “treni della felicità” che ha visto la provincia di Modena coinvolta negli anni 1945-1947 ha prodotto non solo la risposta a bisogni immediati ma anche lo scambio di esperienze e relazioni continuate nel tempo, come gli alluvionati del Polesine e altre situazioni. La nostra è una realtà che si è sempre contraddistinta per spirito di ospitalità e accoglienza e c'è un racconto meraviglioso e poco conosciuto che è stato approfondito da questa ricerca che si snoda a partire dal 1945 e in modi e forme diverse arriva fino ai giorni nostri, una storia fatta da donne, soprattutto le donne dell'Udi (Unione Donne Italiane) sostenute da familiari, associazioni e istituzioni, che racconta un modo inedito di esercitare la politica nella quotidianità del vissuto. In questo contesto, vi è lo sfondo culturale, politico, sociale che ha determinato la via emiliana alla solidarietà, la consapevolezza sociale e politica volta a rimuovere le diseguaglianze verso lo stato sociale. Questa trasformazione da una politica di solidarietà ad una politica dei servizi è ben visibile nell’azione dell’Udi che organizza non solo l’accoglienza dei bambini da Roma, Napoli, dalla montagna e da altre città, ma inventa e promuove asili, doposcuola, corsi professionali e altro, in sinergia con le istituzioni locali e non. Negli scorsi mesi la Gazzetta di Modena ha pubblicato nella rubrica “AccogliaMo” contributi, testimonianze e fotografie su questi temi; il convegno di oggi, promosso con Associazione Centro documentazione donna e Istituto Storico, si propone di indagare, ricostruire, far conoscere questa storia. Il Comitato organizzatore LabAc è composto da Tito Dotti – Cavezzo; Rosanna Galli - Udi Modena; Pietro Marmiroli, Tiziana Mazelli, Anna Righi Bellotti  - Carpi; Fabio Montella - Comune  di Mirandola ; Paola Nava – Storica; Laura Piretti - Responsabile UDI Nazionale; Giulia Ricci - Istituto Storico Modena; Mario Toni - Monfestino di Serramazzoni. (l.s.)

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