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Matteo, in missione per la Nato

Matteo, in missione per la Nato

«Ma il miglior posto dove vivere e lavorare resta Bruxelles»

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Matteo Tomasina, modenese di 26 anni, si sente a tutti gli effetti un cittadino europeo.

Dopo aver frequentato il liceo Muratori ha deciso di studiare Scienze Politiche Internazionali a Forlì, sperando di trovare in futuro un lavoro che gli permettesse di muoversi per il mondo. Ed è quello che è effettivamente successo. Ha risposto alle nostre domande da Norfolk, in Virginia, ma il suo desiderio è quello di trovare lavoro nel cuore dell'Europa.

Ha collezionato diverse esperienze all'estero. Quando ha iniziato?

«Ne ho collezionata qualcuna, sì. Ho iniziato a studiare Relazioni Internazionali a Forlì proprio per avere l'opportunità di spostarmi. Quindi mi sono inizialmente iscritto a Scienze Politiche Internazionali ed il terzo anno ho fatto il mio primo Erasmus, a Maastricht, in Olanda. Sono stati sei mesi bellissimi, non solo per la qualità dell'università in cui sono stato, ma anche per le persone che ho incontrato. Ho conosciuto ragazzi che provenivano da moltissimi altri paesi e questo è stato probabilmente il lato che più mi ha arricchito dell'esperienza».

Le sue prime esperienze sono state tutte intimamente legate all'Europa?

«L’imprinting è stato fortemente europeo, ma non sono stato solo entro i confini dell'Unione. Dopo la laurea triennale presa in Italia sono ripartito dopo poche settimane. Ho fatto un mese di volontariato nel sud dell'India con un'associazione che si chiama Aiesec. Lì ho lavorato nella scuola di un orfanotrofio. Insieme ad un'altra italiana facevo lavori di bassa manovalanza nell'orfanotrofio e insegnavo inglese, storia e geografia nel pomeriggio. È stata un'esperienza intensa».

Cos’ha fatto una volta tornato?

«Mi sono iscritto alla magistrale, di nuovo a Forlì. Dopo il primo anno ho fatto uno stage a Bruxelles lavorando per tre mesi per Federchimica, che ha una delegazione in Belgio in cui si occupa di affari pubblici. Poi sono tornato in Italia, mi sono laureato ed ho vinto un bando Erasmus con il quale ho finanziato un altro stage, sempre a Bruxelles. Ho quindi lavorato per un anno occupandomi di affari pubblici e marketing per la multinazionale Boeing, l'azienda del settore aerospaziale. Mentre ero lì ho vinto un altro bando con la Nato, per un tirocinio di sei mesi negli Stati Uniti».

Quindi ora si trova negli Usa?

«Sì, sono partito a luglio e rimarrò qui fino a dicembre. Adesso mi occupo delle relazioni della Nato con l'industria e con l'università. Questa attività è molto interessante, considerando il fatto che ho scritto la tesi su Sicurezza e Difesa, posso dire di avere la fortuna di trovarmi a lavorare nel settore in cui mi sono specializzato all'università. Non è qualcosa che succede spesso».

E dopo?

«Il dopo è un po' incerto. Non conto di rimanere negli Usa, mi sento molto europeo e vorrei tornare indietro. Ma non in Italia, a Bruxelles, città cosmopolita. In Italia, invece, con la laurea in Relazioni Internazionali è più difficile trovare lavoro». (e.d.)

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