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Modena, bici sfrattate, campanelli di protesta a difesa delle due ruote

Modena, bici sfrattate, campanelli di protesta a difesa delle due ruote

Decine di ciclisti alla Delfini per protesta contro la filosofia pro-auto del Comune

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MODENA. Un flash mob riuscito, per difendere l’uso della bicicletta in centro a Modena. Gli amanti delle due ruote si erano dati appuntamento ieri sera all'ingresso della biblioteca Delfini, dove da qualche giorno sono state sfrattate le rastrelliere per le bici, divorate da tre contestatissimi posti auto. Decine di persone hanno risposto all’appello.

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I presenti, in sella alla loro ciclo, hanno iniziato a suonare il campanello: una protesta pacifica, ma rumorosa. A voler far sentire le proprie ragioni erano semplici cittadini, i principali fruitori della biblioteca. «La scelta dell’amministrazione di togliere il posto per le bici davanti alla biblioteca - ha esordito un giovane - ha un alto valore simbolico. È un segno di inciviltà, perché la Delfini è un luogo di frequentazione per i modenesi. La città non ne gioverà in alcun modo». La rastrelliera non è esattamente scomparsa. È stata posizionata a lato della biblioteca, in via Goldoni.

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Eppure il malcontento regna, anche perché in via Goldoni sono meno comodi e più... rubabili. «È evidente che il problema non sono solo le rastrelliere - ha precisato Marco Chincarini di Per me Modena - non è una questione di numeri ma l’attenzione si focalizza sull’assenza di un piano di mobilità ciclabile. Ci sono state proposte innovative in altre città, per esempio i sensi unici per le ciclabili, le tangenziali riservate alle bici e luoghi attrezzati dove le persone si possono fermare e riparare il proprio mezzo. Ecco, sarebbe ora di realizzare un piano di mobilità concreto anche a Modena». La protesta, dunque, è partita dal basso. «La segnalazione è arrivata dai consiglieri di quartiere - ha sottolineato Chincarini - è un elemento importante. Il quartiere è un presidio del territorio, se infatti i è registrato malumore dei cittadini». Oltre a consiglieri di diverse forze politiche, ieri non potevano mancare i rappresentanti della Federazione italiana amici della bici. «La presenza dei porta biciclette è più consona e civile all’ingresso di una biblioteca - ha concluso Giuseppe Amorelli, presidente della Fiab Modena - inteso come luogo votato alla pedonalità». Martina Stocco

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