Gazzetta di Modena

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Un parco tematico dedicato all’oro nero

di Rino Filippin
Un parco tematico dedicato all’oro nero

Investimento di 20 milioni per l’acetificio “De Nigris”. «Puntiamo a mille visitatori al mese». Effetti positivi anche per la città

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Un impero economico costruito sull’aceto balsamico: 80 milioni di fatturato, 120 dipendenti e adesso pure il parco tematico. Una storia che parte da lontano quella dell’acetificio De Nigris, una bella impresa che ha avuto origine nel 1889 ad Afragola in provincia di Napoli fino ad arrivare a Carpi con uno stabilimento che produce la bellezza di 35 milioni di bottiglie di aceto balsamico “Igp”, cioè a Indicazione geografica protetta. Dopo anni passati a incrementare il business (l’80 per cento dell’aceto De Nigris finisce su tavole straniere), oggi arriva questa novità: il Balsamico Village a Santa Croce, a pochi passi dello stabilimento che si nota anche dall’autostrada del Brennero.

Armando De Nigris, ex medico oggi votato all’azienda, lo ripete più volte: «Quando ho visitato la Napa Valley in California - dice - ho capito quanto sono bravi gli americani a fare il marketing del settore agroalimentare. E ho capito che anche le aziende del “food” hanno una loro bellezza che può attirare turisti e consumatori». Una visione che ha portato Armando De Nigris, assieme ai suoi due fratelli, a mettere sul piatto 20 milioni di euro per creare appunto il parco tematico dedicato all’oro nero. «Abbiamo già registrato il marchio “Balsamiliandia” - dice entusiasta De Nigris - e presto avremo la nostra mascotte, Silly, ispirato dal batterio che rende possibile il miracolo dell’aceto». Il nipote del fondatore, accompagnato da uno dei due figli, Matteo, studente a Londra alla Hult International Business School, ieri mattina ha illustrato alla stampa il percorso esterno del parco tematico. Tra pergolati, collina “dei sensi” (con i profumi del legno in cui invecchia l’aceto), piazzetta musicale e percorso storico-culturale, ci si rende conto di come l’aceto sia davvero “l’oro nero” di Modena e Reggio Emilia. In epoca Napoleonica, ad esempio, era appannaggio solo della borghesia più ricca mentre più recentemente il tenore Luciano Pavarotti, notoriamente “devoto” alla gastronomia locale, si è più volte fatto ambasciatore dell’aceto nel mondo.

Poi c’è la parte interna: meravigliose ed enormi botti di legno dove invecchiano 7 milioni di litri di balsamico. Senza contare che il Village è circondato da vasti vigneti su un’area complessiva di 700mila metri quadrati. «Il dottor De Nigris - dice l’addetta alla comunicazione dell’azienda - è un vulcano. Stiamo già pianificando la partecipazione a varie fiere internazionali del turismo tra cui quella di Londra a novembre». Confidenze che arrivano durante la passeggiata per raggiungere la storica villa Grimelli, ristrutturata per ospitare i turisti che chiedono un trattamento esclusivo: degustazione di piatti in cui l’aceto viene presentato in tutte le sue sfaccettature. «L’obbiettivo che abbiamo per il Balsamico Village- dice De Nigris - è di raggiungere entro due anni un migliaio di visitatori al mese. Siamo convinti che questa iniziativa possa avere ricadute positive anche per il territorio. L’agroalimentare ha potenzialità enormi, dobbiamo imparare a sfruttarle meglio, ma soprattutto dobbiamo renderci conto della bellezza della nostra terra».

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