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Il motociclista sfida le Ferrari ai 300 orari «Dovete fermarlo»

Il motociclista sfida le Ferrari ai 300 orari «Dovete fermarlo»

Maranello. Il militare americano scorazza sulla tangenziale. Piacentini scrive anche a Dainese: «Lo sponsorizzate?»

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MARANELLO. Le sue scorribande in terra modenese sono ormai puntuali: preferisce strade larghe, come la tangenziale Modena-Sassuolo oppure la complanare di Mirandola e l’obiettivo è sempre il medesimo: raggiungere folli velocità in moto, magari affiancando le Ferrari a noleggio e invogliarle ad una gara a tutto gas. Il tutto viene ripreso dalla telecamera che ha installato sul casco e che poi finisce puntualmente sulla rete.

LA SFIDA DI PIACENTINI Ma in terra Modenese, Max Wrist, pseudonimo che dovrebbe mascherare il soldato americano Eugene Edward McMahel, di stanza alla base di Ederle (Vicenza) ha trovato un acerrimo rivale. Franco Piacentini, presidente dell’Associazione Familiari e vittime della strada, ha infatti preso carta e penna per scrivere al prefetto di Vicenza (la competenza territoriale è veneta in quanto il motociclista risulta lì residente), al colonnello Steven Marks, che comanda la caserma Ederle e anche a Lino Dainese, presidente Dainese spa. Perché Max Wrist, oltre a guidare indossando accessori Dainese, li pubblicizza addirittura sul proprio sito, lasciando ipotizzare una collaborazione commerciale. «La prima impressione (non solo mia) è stata che in qualche modo l’azienda potesse approvare oppure esservi un qualche accordo - scrive Piacentini a Dainese - Non ritiene possa essere opportuno per un’azienda leder di settore come la sua prendere distanze dallo store di un simile soggetto esempio di illegalità devastanti su strada di cui non sentiamo alcun bisogno?».

GLI AMERICANI «Sono convinto che, anche fuori del normale orario di servizio - aggiunge Piacentini al colonnello Marks - un militare statunitense debba avere un comportamento onorevole, specie quando il suo reparto è ospite di un paese straniero. E sono quindi convinto che, volendo, lei possa adottare provvedimenti disciplinari nei confronti del suo sottoposto, arrivando anche al suo trasferimento».

«Sarebbe un bello smacco, anche per Lei personalmente - annota il rappresentante dell’associazione nella lettera al Prefetto di Vicenza - se il suo concittadino venisse “placcato” in quel di Modena e fosse Modena a dover prendere quei provvedimenti che avrebbero dovuto esser stati presi già da tempo…».(fd)

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