Al Politecnico gli studenti ridisegnano il Parco di Modena con 3 chioschi leggeri
Quattro futuri architetti del Politecnico di Milano si esercitano a progettare il Parco delle Rimembranze di Modena diversamente dopo che i chioschi sono diventati un caso urbanistico nazionale. Dalla anticipazione, al termine di uno studio di sei mesi - svolto anche a Modena - prevedono tre baracchine più armoniose e senza cemento, il recupero della ex Caserma per farne alloggi per studenti universitari fuori sede e persino un tram che segue il percorso del parco
MODENA. Sul Parco della Rimembranza non c’è solo il progetto ufficiale del Comune. Anche degli studenti in architettura possono produrre idee per rigenerare l’area verde vincolata a ridosso del centro. E se sono studenti del prestigioso Politecnico di Milano il risultato potrebbe essere di indubbio interesse oltre che concreto.
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Prendiamo ad esempio i chioschi. Da due anni e mezzo i quattro cantieri sono sotto sequestro giudiziario perché ritenuti invasivi e dannosi per l’eccessivo uso di cemento armato. Due studenti del professor Federico Zanfi, architetto e urbanista di primo piano, li hanno ripensati completamente diversi. Il progetto steso in sei mesi nell'ambito di una esercitazione curriculare per ora resta segreto.
Nell’anticipazione del loro “Progetto parco” (un puro esercizio architteonico), della quale la “Gazzetta” è venuta in possesso, si legge che l’ideale sono tre chioschi, non quattro. È il numero di quelli che già c’erano prima delle nuove concessioni della Giunta Pighi.
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Tre chioschi, dunque: decisamente più leggeri e rispettosi dell’ambiente, fatti di materiali che non sono con cemento armato ma legno e vetro. E accanto ai chioschi, delle toilette pubbliche da ristrutturare.
Il Piano di struttura immaginato dai futuri architetti milanesi - nessuno di loro è di Modena - prevede «azioni sui “grandi contenitori” che comprendono tutto il complesso ex Caserma e vuoti urbani (il complesso San Paolo e scuole magistrali) per creare nuove connessioni con il centro e grazie alla riqualificazione dei contenitori conferendo a questi nuovi usi: un mix di residenza, servizi pubblici grazie a una concertazione tra pubblico e privato». Per l’ex Caserma Garibaldi, anzichè l’abbandono e la futura rovina, i 4 pensano a un riutilizzo ad uso di alloggi per studenti universitari fuori sede.
Un punto del tutto innovativo riguarda la viabilità. Il Piano Husler, che sembra intoccabile con i sui parcheggi che creano strisce di percorsi, non lo è per gli studenti che lo scaravoltano arrivando a prevedere persino un’inversione di marcia e - questo sì un colpo - un tram per il percorso del Parco. L’anticipazione non descrive il percorso del tram, ma intuitivamente possiamo immaginarlo tra piazzale Risorgimento e largo Garibaldi o anche oltre.
Gli studenti immaginano anche «azioni sulla pavimentazione della parte adiacente il centro con un allargamento della parte pedonale e il ridisegno della pavimentazione nel rispetto delle geometrie e alberature storiche mantenendo distinta la “Passeggiata delle Mura” in vista di un suo rilancio turistico». Il punto più importante del lavoro - ed è anche il motivo del loro intervento su Modena -riguarda però il Parco inteso come spazio che ospita i chioschi.
Abbiamo già detto dei chioschi, resta da capire perché tanto interesse. Il caso Modena fa scuola tra gli urbanisti. Per questo al Politecnico il gruppo di studio si concentra su questo tema affascinante: mettendo da parte il controverso progetto approvato ai tempi dell’assessore Daniele Sitta, come si può immaginare il Parco nel riassetto dei suoi vincoli e addirittura rilanciandolo come area verde e non spartitraffico? Il commento finale nell’anticipazione del lavoro urbanistico è chiaro: «Sebbene in antitesi con il progetto in voga (quello del Comune, ndr) la nostra proposta non vuol scontrarsi con la difficile e complessa realtà esistente, bensì dare spazio a nuove e diverse possibili declinazioni in un momento in cui “non si vede una via d’uscita”. Ma una via d’uscita esiste e non è unica». Speriamo di vedere il progetto e ascoltare i suoi autori.
Questa ricerca, come detto, coinvolge solo degli studenti: il Politecnico come istituzione ne è ovviamente estraneo.
Racconta Rita Del Vecchio, presidente del Comitato per la tutela del Parco della Rimembranza, da sempre in prima linea contro il progetto del Comune. «Questa primavera siamo entrati in contatto per puro caso con gli studenti di architettura del Politecnico di Milano. Ci hanno detto che si sarebbero occupati dei chioschi. Raccoglievano informazioni preliminari e le hanno chieste anche a noi che ci battiamo contro il progetto di Sitta. In realtà, nel loro giro di ricognizione al Parco e a Modena, mentre raccoglievano la documentazione sul progetto, i tre studenti presenti (il quarto è dovuto restare a Milano) hanno parlato con una grande quantità di persone».
I quattro laureandi che si occupano del “caso Modena” sono un gruppo di studio guidato da un urbanista importante, Federico Zanfi. Non hanno preclusioni di nessun tipo anche se il loro è un lavoro critico di ripensamento del Parco che nasce in totale alternativa al progetto di riqualificazione del Comune. Fanno sapere di essere disponibili a mostrare il loro progetto a Modena ma solo nell’ambito di un incontro pubblico qualificato e rispettoso del loro lavoro.
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