Gazzetta di Modena

Modena

la razzia a casa di max po

Ladro in casa, si barrica in camera

Il bandito ha cercato di sfondare la porta per raggiungere la vittima

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Sono trascorsi alcuni giorni dalla sera del furto avvenuto nell’abitazione del musicista e titolare della gelateria di via Roosevelt L’Officina del Gelato, Max Po, che ora svela dettagli inquietanti.

«Eravamo tornati da una giornata di musica - racconta - una collega si è trattenuta da me per lavorare su alcuni brani, io sono andato al lavoro in negozio. Tempo mezz'ora, alle 20.30 circa, mi scrive un messaggio chiedendomi se fossi in casa: era scattato l’allarme. Ho pensato a un errore, ma non sentendola per alcuni minuti, decido di chiamarla: mi dice che c’è una persona dentro. Allora, chiudo la gelateria e corro da lei, l’allarme è ancora in funzione e mi accorgo che la porta finestra ha gli scuri aperti. Qualcuno era davvero in casa, o c’era stato. Il bidone dell’umido era posizionato su un faretto esterno, dunque era tutto buio. Sono entrato e ho trovato la mia amica chiusa in una stanza: a un tratto aveva visto una persona rovistare in camera di mia madre, si è spaventata ed è scappata ma lui, vedendola, le è corso dietro, cercando di abbattere a pugni la porta della stanza in cui si era rinchiusa. Quando sono arrivato, non c’era più nessuno. Sono convinto che, quando ho chiuso la gelateria, un “palo” abbia comunicato al complice che sarei arrivato a casa entro breve. Pensavano, probabilmente, che non ci fosse nessuno nell’appartamento. I carabinieri sono intervenuti tempestivamente, come il servizio di vigilanza, ma era tardi».

Valeria Cammarota

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