Progetto unico in Italia per i malati di tumore
Montefiorino. Inaugurazione a Casola del percorso salute di riabilitazione Ospiterà i pazienti a fine cura. E avrà il nome dell’indimenticato dottor Daya
MONTEFIORINO. Festa ma anche commozione ieri a Casola all’inaugurazione del percorso salute all’interno della Casa Luce e Sorriso, il progetto della Lilt Modena unico in Italia pensato per favorire la riabilitazione fisica e psicologica di pazienti oncologici a fine cura, assieme ai loro famigliari. Un piano molto articolato, che ha già visto il recupero di due palazzine (lascito della famiglia Gualmini) dove sono in uso appartamenti per 18 posti letto.
E nei suoi passi successivi vedrà anche la ristrutturazione della confinante casa San Martino (concessa dalla parrocchia per 99 anni) per ricavarci altri appartamenti (arrivando a 30 posti letto totali) più salone e palestra, e quindi il rifacimento della vecchia scuola (concessa dal Comune sempre gratuitamente per 99 anni) per ricavarci quattro ambulatori, piscina e molto altro. Intorno, una grande area verde attrezzata a percorso salute, con fontana. Ed è stata questa l’oggetto ieri di una sentitissima intitolazione a due figure a cui la Lilt resta molto legata. L’associata marchigiana Antonella Nini (presenti per lei zia e cugina) che, pur affetta da una grave malformazione, ha sostenuto tantissimo l’associazione e questo progetto. E l’indimenticato dottor Ghassan Daya, che da presidente della Fimmg spronò i medici di famiglia modenesi alla costituzione di reti di ambulatori attrezzati e in ambito oncologico contribuì in modo determinante all’elaborazione del primo modello di assistenza domiciliare. Scomparve per una rara forma di linfoma nel 2008, proprio l'8 ottobre. Di qui l'ulteriore significato della giornata di ieri, a cui hanno partecipato anche la moglie Paola Bernardoni (e suo fratello Claudio, presidente della Pro Loco Pavullo) con la figlia Lisa Daya, il genero e i due nipotini. E non è mancata una fitta presenza istituzionale con, tra gli altri, il direttore sanitario Ausl Gianbattista Spagnoli, la direttrice di distretto Federica Ronchetti, l’ex senatore Giuliano Barbolini, i consiglieri regionali Pd Luciana Serri e Giuseppe Boschini, il sindaco Maurizio Paladini e rappresentanti di Palagano.
Commossa la famiglia Daya allo scoprimento della targa: «Questo luogo emana luce – ha sottolineato la moglie - ci fa molto piacere che Ghassan dopo otto anni sia ricordato così». «Era una persona straordinaria, un amico vero» ha rimarcato Nunzio Borelli, responsabile Fimmg Mirandola.
Lo stesso presidente Lilt Claudio Dugoni ha ricordato con sensibilità le due figure, rilanciando l’importanza del progetto: «Qui – ha ricordato - chi ha subito dolore può trovare tranquillità, serenità e amicizia per riprendere il filo della vita. Siamo partiti con il sogno di due appartamenti per portare su d'estate i pazienti, adesso ne abbiamo sette. E vogliamo completare al più presto tutta l’opera».
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