Gazzetta di Modena

Modena

Barriere architettoniche in città ora il Comune “corre ai ripari”

Nel giorno in cui la Gazzetta ha raccontato le vicissitudini di una giovane atleta in carrozzina l’amministrazione fa sapere di aver predisposto sul problema un approfondimento in commissione

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C’è un modo di dire, che porta la firma di Giulio Andreotti, che recita “a pensar male si fa peccato, ma quasi sempre ci si azzecca”. Il detto non può non venir in mente a fronte della nota che, ieri pomeriggio, è stata diramata dal Comune. In modo assolutamente neutro, senza alcun riferimento al servizio pubblicato, sempre ieri, dalla Gazzetta, sulle vicissitudini di una giovane atleta modenese portatrice di handicap, la velina informa che presto verrà fatto “Un approfondimento della situazione delle barriere architettoniche in città e delle difficoltà che incontrano le persone con disabilità a muoversi nel contesto urbano”. Il confronto, continua la nota di piazza Grande, “è già stato deciso dalla conferenza dei capigruppo del Consiglio comunale di Modena con la successiva richiesta della presidente Francesca Maletti della convocazione di una seduta congiunta delle commissioni consiliari Seta e Servizi. L'iniziativa, che sarà programmata nelle prossime settimane, consentirà ai consiglieri comunali di confrontarsi con tecnici esperti del settore e rappresentanti delle associazioni. Lo precisano i presidenti delle due commissioni, Fabio Poggi e Tommaso Fasano, in seguito alle sollecitazioni rivolte al Comune per affrontare il tema”.

Strana coincidenza questa delle sollecitazioni, arrivate evidentemente non solo dalla Gazzetta, ma che non può non far piacere e al tempo stesso far sperare che il pressing possa portare a qualche risultato. Proprio ieri infatti da queste colonne era partito l’appello della giovane atleta modenese, originaria della Sierra Leone, nove volte campionessa italiana di kayak, che deve affrontare quotidianamente il suo vero avversario e cioè una città che ben poco sta facendo per andare incontro a chi, come lei, ha difficoltà a muoversi perché affetto da disabilità. Juliet, che dall’età di otto anni è costretta su una sedia a rotelle e che non per questo ha rinunciato alla sua passione sportiva, ci ha raccontato dei problemi che deve affrontare per garantirsi un’autonomia che, a ben guardare, tra l’altro, si traduce anche in un risparmio per la collettività.

Le difficoltà dei cordoli, dei marciapiedi sconnessi che la costringono a girare in carrozzella sul ciglio della strada, dei cassonetti dell’immondizia “vietati” a chi non abbia braccia e gambe buone, dei bus non attrezzati di pedana e tanto altro, sono questioni, ci ha garantito, che ha cercato di portare all’attenzione degli amministratori tante volte ottenendo molte rassicurazioni ma ben poche azioni concrete. Speriamo dunque che questa sia la volta buona e che, come pare suggerire la nota del Comune, si passi dalle parole a qualche fatto. “Il tema della disabilità e dei diritti delle persone disabili è già stato al centro dei lavori del Consiglio comunale, con audizioni in commissione, per esempio, della Fondazione Vita Indipendente - termina infatti la velina - e numerosi spunti presentati per affrontare l'argomento nell'ambito dell'attività in corso per la definizione del Piano Strutturale comunale. In questa prospettiva continua l'impegno del Consiglio con una commissione che approfondirà questi argomenti con l'aiuto di esperti”.

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