Portabici alla Delfini Petizione della Fiab
Dopo le proteste e il flash mob dell’altra sera ora, contro l’eliminazione dei portabiciclette davanti alla biblioteca Delfini, arriva una petizione. A lanciarla la Fiab di Modena che fin dal primo...
Dopo le proteste e il flash mob dell’altra sera ora, contro l’eliminazione dei portabiciclette davanti alla biblioteca Delfini, arriva una petizione. A lanciarla la Fiab di Modena che fin dal primo momento si è opposta a quello che ha definito un vero e proprio «scippo dei portabici nel centro storico». «La recente eliminazione di alcuni parcheggi bici nel centro storico - dice una nota - ha indotto la Fiab di Modena a lanciare un'iniziativa nell'intento di arginare la manovra del Comune che penalizza gli spostamenti con mezzi ecologici. Dopo lo scippo dei 28 portabici davanti alla Biblioteca Delfini, l'associazione lancia un appello ai cittadini affinché sottoscrivano una petizione rivolta all'Amministrazione municipale in cui si chiede non solo il riposizionamento dei portabici eliminati, ma il varo di un piano di interventi per la mobilità sostenibile (altro dal mero elenco di ciclabili in discussione da due anni), necessario per ridurre l'inquinamento e riqualificare lo spazio pubblico. La raccolta di firme sarà effettuata all'ingresso della Delfini, luogo simbolo della cultura ma anche della ciclabilità, a partire da lunedì 10 ottobre (dalle 18 alle 19.30 e sabato anche dalle 10.30 alle 12.30)».
L’azione promossa dalla Fiab, insomma, non mira soltanto al ripristino della situazione preesistente in corso Canalgrande, ma affronta anche il tema più generale della politica comunale sul trasporto e sulla viabilità urbana. Un tema che da tempo vede la Fiab impegnata a stigmatizzare scelte amministrative che, a suo giudizio, nulla fanno per agevolare l’uso della bicicletta e contribuire ad una riduzione dell’inquinamento dell’aria.
«Benché particolarmente grave - prosegue infatti la nota della Fiab - quello della Delfini è però solo l'ultimo episodio di riduzione degli spazi per le bici. Altre situazioni critiche sono emerse presso il Tribunale (solo 8 portabici) e ancor più presso le Poste centrali (0 portabici). In via Selmi e Sant'Eufemia sono stati tolti altri portabici per far posto a bar e ristoranti. Al Mef, alla Biblioteca Crocetta, al Mata e in piazza Roma sono state collocate rastrelliere obsolete e insicure. Altrove, i portabici mancano del tutto. Ovunque, le sagome delle automobili nascondono le facciate degli edifici di pregio, impedendo ai cittadini di godere della bellezza del loro patrimonio storico monumentale. Più in generale, la Fiab denuncia un fatto clamoroso e insostenibile: da oltre 6 anni il Comune ha azzerato gli investimenti per sviluppare servizi utili come i depositi protetti, i portabici, la targatura contro i furti. I due bike sharing esistenti sono da tempo congelati. Scarsi e contestatissimi gli interventi sulla rete ciclabile (eclatanti i casi della via Giardini e di via Emilia est). Infine, nessun progetto è mai stato elaborato per incentivare il bike to work. Sull'argomento - chiude laconicamente Fiab - lo stesso assessore in un'intervista è stato chiaro, oltre che lapidario: quelli in corso, ha detto, «sono interventi di razionalizzazione che hanno l'obiettivo di recuperare più posti auto possibili».
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