Gazzetta di Modena

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Modena, vivere la storia con la fantasia

di Laura Solieri
Modena, vivere la storia con la fantasia

Gabriele Sorrentino si dedica alla scrittura creativa e alla conoscenza del passato

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MODENA.  «Fin da piccolo amo la storia e di questo devo ringraziare mio padre che mi portava agli scavi archeologici e al museo come fossero parchi giochi insegnandomela in modo divertente».

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Gabriele Sorrentino, classe 1976, giornalista e scrittore, una laurea in Scienze Politiche con indirizzo storico, è fresco di master in Public History presso l'Università di Modena e Reggio, il primo in Italia di questo tipo, grazie al quale lo storico esce dall'accademia per raccontare la storia al grande pubblico attraverso i diversi media, dalla grafica al video al gioco.

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«Il contesto in cui ci muoviamo nasce dalla stratificazione di tantissimi momenti storici e la storia va raccontata come qualcosa di piacevole quale è - sostiene Gabriele, specializzato in storia antica e medievale e conoscitore della storia modenese - dal 2003 collaboro con l'associazione Terra e Identità che si occupa della storia e della tradizione di Modena e degli ex ducati estensi, con cui ho scritto diversi articoli e saggi tra cui il volume Quando a Modena c'erano i Romani».

Alla parte storica Gabriele ha sempre affiancato la scrittura: «Nel 2007 ho cominciato a pubblicare racconti con il Laboratorio XOmegaP, con loro il lavoro più grande che ho fatto è stata la trilogia di “Finisterra”, un romanzo fantasy scritto a dieci mani che si inseriva in un progetto più ampio. Collaboro anche con l'associazione di scrittori “I Semi Neri” con la quale stiamo uscendo con una nuova antologia di racconti, Soglie, in cui ciascuno di noi ha preso un mistero del nostro territorio e ci ha scritto sopra un racconto».

Altra opera di Sorrentino è il romanzo storico ambientato nel Risorgimento, “Il Grido della verità”, uscito nel 2015 per Artestampa, un'opera che immagina Modena nel 1860 una settimana prima dell'arrivo del Re Vittorio Emanuele II immersa in una serie di omicidi che sconvolgono l’attesa. «Sono molti i personaggi della storia di Modena che mi affascinano, cominciando dagli etruschi della Gens Muthiena che, secondo le più accreditate ricostruzioni, guidarono la colonizzazione di queste terre dando il nome all'insediamento, intorno al VI secolo a.C. Come dimenticare, poi, Marco Emilio Lepido che costruì la via Emilia e fondò la colonia di Mutina nel 183 a.C. (assieme a Lucio Quinzio Crispino e Tito Ebuzio Parro). Come molti modenesi - conclude Gabriele - sono legatissimo alla figura di San Geminiano, vissuto nel IV secolo d.C. evangelizzatore della città. Tra i miei preferiti Leodoino, il vescovo che nel IX secolo d.C. costruì le mura e ottenne per la città un importante riconoscimento politico da parte dell'Imperatore».

«Amo molto Matilde di Canossa, protagonista assieme al vescovo Dodone della traslazione delle Reliquie di San Geminiano nel 1106. A Rainaldo “Passerino” Bonacolsi dobbiamo la vittoria a Zappolino nel 1325 contro i bolognesi e la conquista della Secchia Rapita. A Francesco I dobbiamo il Palazzo Ducale e il Busto di Bernini, a Francesco III l'Ospedale Civile, la costruzione della via Vandelli e l'inizio dei lavori della via Giardini. Come non ricordare poi Raimondo Montecuccoli che fermò i Turchi nel 1664? Ancora, pensiamo a Laura Martinozzi, nipote di Mazarino e moglie di Alfonso IV che governò Modena durante la minore età di Francesco II. Sua figlia, Maria d'Este, è l'unica italiana ad essersi seduta sul trono d'Inghilterra. Da storico sono molto affezionato a Ludovico Antonio Muratori, uno dei padri della storiografia moderna».

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