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Aimag, l’Unione della Bassa sostiene Tea

Aimag, l’Unione della Bassa sostiene Tea

In Consiglio passa un documento per privilegiare il legame con il territorio. Ma San Felice tentenna

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MIRANDOLA. Nella burocrazia le parole sottendono a significati non immediatamente espliciti, ma che diventano Legge scolpita nel marmo. E nel caso di Aimag - dopo la spaccatura del Pd in sede provinciale e il ritardo nella presentazione del bando per trovare un partner con cui integrarsi e poi fondersi - ogni virgola diventa importante. Ieri sera la Bassa ha votato un ordine del giorno molto chiaro, che dà mandato al presidente dell’Unione, Alberto Silvestri e al sindaco di Mirandola, Maino Benatti (la città dei Pico è la referente per le manifestazioni d’interesse) di privilegiare “le scelte che maggiormente garantiscono un legame forte tra Aimag ed il territorio storicamente servito”. Quel territorio comprende l’Area Nord, il carpigiano e la Bassa mantovana, ossia il terreno dove si compenetra con i servizi offerti da Tea, multiutility virgiliana che si contenderà con Hera la parnership con Aimag. Il documento è stato presentato da Antonio Platis (Forza Italia) ma ha trovato il sostegno del Pd, Lega Nord e Fratelli d’Italia. In sostanza l’Unione, oltre a sostenere un processo informativo per i cittadini e i consiglieri, esplicita una compattezza finora rimasta silente e permetterà ai due principali interlocutori di Carpi di far valere una posizione unitaria su un tema così delicato. Il tutto in vista del bando da mesi atteso e non ancora pubblicato proprio per la situazione di empasse che si è creata tra i sindaci della Bassa e delle Terre d’Argine.

Ma se l’Unione è stata chiara, meno si può dire del Consiglio comunale di San Felice - dove peraltro siede anche l’ex direttore generale di Aimag, Alfonso Dal Pan (area Pd) - che ha respinto la proposta di pronunciarsi in modo “netto” contro la fusione per incorporazione in Hera, o contro l’aumento oltre il 25% delle azioni di Hera in Aimag. A proporre una mozione che voleva “stanare” la maggioranza a mesi - anni - di distanza dall’inizio del dibattito “Hera sì-Hera no” e portare la discussione fuori dalle “segrete stanze” era stata una delle due minoranze, San Felice in movimento. Proposta respinta dallo stesso Dal Pan, dal sindaco Silvestri, dal capogruppo di maggioranza Alessandro Fortini e dall’altra minoranza, Sanfeliciani per Reagire, che al momento del voto si è astenuta. A nome della maggioranza, Dal Pan, pur non rinunciando affatto a qualche critica, ha chiesto di rinviare l’oggetto, per elaborare un documento propositivo che tra l’altro chiedesse di fare chiarezza sul piano industriale cui si va incontro. San Felice in Movimento ha invece chiesto una prima presa di posizione, chiara. Così la maggioranza ha bocciato l’oggetto. «Il vostro comportamento mette in difficoltà San Felice - ha detto Alessandro Fortini - Dire no perché no indebolisce il Comune, è un capriccio». Ed è seguita la bocciatura.(fd)

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