Flash mob contro gli ostacoli per i disabili
Dopo la denuncia della campionessa paralimpica Juliet, alla Sacca protesta contro il dissesto stradale
Un flash mob per abbattere le barriere architettoniche. Domenica vi abbiamo presentato le difficoltà nell’attraversare il cavalcavia della Sacca in carrozzina. Il marciapiede, di per sé stretto, è dissestato in più parti. Il rischio di cadere è elevato e ce n’è un altro. Pensate a dovervi muovere in salita con la forza delle vostre braccia e a ritrovarvi una bici che vi viene in discesa e che magari vi veda all’ultimo minuto. L’alternativa diventa dover muoversi in strada, con auto e bus che passano a pochi centimetri da voi. La realtà è stata denunciata da Juliet Kaine, campionessa paralimpica vincitrice di nove titoli italiani. Non tutti hanno il suo pedigree sportivo. Luigi Paversani ha cinquantacinque anni, ventidue in più dell’azzurra, e non pratica sport. Da quindici è costretto in sedia a rotelle dopo un incidente stradale. «Vivo in viale Gramsci da almeno trent’anni - racconta l’uomo - e la situazione è sempre quella, se non peggiorata. I marciapiedi della mia strada sono un po’ rotti, ma il vero problema è il cavalcavia. Da anni devono sistemare la situazione. Anch’io vado a braccia e mi diverto…». Difficile trasferire su carta l’ironia delle sue ultime parole. «Mi serve tanta forza - assicura Luigi - anche di volontà. Molti rimangono a casa perché non ce la fanno. Non ho nessuno in famiglia che mi aiuta. Prendo uno o due volte all’anno l’autobus per andare a Baggiovara perché sono sempre un po’ tutti rotti e le pedane non funzionano». Superato a fatica il cavalcavia, le difficoltà non sono alle spalle. «Se voglio arrivare verso il centro - riprende Luigi - c’è da passare per corso Vittorio, in cui il marciapiede è tutto rotto da quando passo da quella zona». L’idea nasce spontanea: perché non uscire dall’anonimato che costringe in casa chi non ha la forza di Juliet e Luigi? Perché non unire mamme con passeggini, anziani accompagnati da badanti, ciclisti, pattinatori e semplici cittadini per lanciare un segnale. «Se uno insiste si riesce a cambiare la situazione», garantisce Luigi. «Più persone si coinvolgono meglio è - riprende Juliet - perché tante persone aspettano un cambiamento. Non so in quanti si sono lamentati. Basta che uno inciampi con la bici o la carrozzina e si massacra. Penso che ci sono i fondi per abbattere le barriere architettoniche. La nostra situazione è difficile e in più ci dicono di portare pazienza…». (g.f.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
