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La Biblioteca Delfini eredita oltre un milione da un benefattore modenese

La Biblioteca Delfini eredita oltre un milione da un benefattore modenese

Il modenese Ettore Gandini ha donato al Comune la cifra da destinare alla cultura attraverso la diffusione dei libri: si tratta di contanti, titoli bancari e due appartamenti a Modena e Sassuolo

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MODENA. Oltre un milione di euro. È questo il lascito di Ettore Gandini, scomparso nel febbraio scorso, a favore della biblioteca Delfini.

Non capita tutti i giorni di assistere ad episodi di questo tipo, e il benefattore, a giudicare da quanto scritto sul testamento, sembra proprio non avere avuto dubbi: oltre un milione di euro al Comune di Modena, con espressa indicazione della Biblioteca Delfini, cifra che si compone di contanti, titoli bancari e anche due appartamenti, uno a Modena e uno a Sassuolo.

Gandini  è scomparso nel febbraio scorso, il testamento risale agli ultimi mesi del 2015 ed è nelle mani del notaio Mauro Borghi di Nonantola. La scorsa primavera sono state aperte le carte ed è iniziato l’iter che ora è arrivato in piazza Grande ed è sulla scrivania dell’avvocato Vincenzo Villani, che si sta occupando della pratica.

Per il Comune, una volta tanto, solo notizie positive. Non ci sono termini di tempo particolari per impegnare le somme lasciate alla Delfini, anche perché trattandosi di beni anche immobili, si aprirebbero trattative per eventuali vendite. E non saranno tempi brevi.

Quello che conta è che presto quei soldi potranno essere a disposizione della collettività grazie alla generosità di una persona che ha deciso di lasciare gran parte dei suoi averi a disposizione di tutti i cittadini, per quella biblioteca che lui amava e che un domani potrà essere culturalmente ancora più ricca anche grazie a lui.

A Modena l’ultima donazione che aveva fatto particolarmente scalpore era stata quella dei coniugi Otello Burani e Maria Giovetti che, non avendo avuto figli, hanno lasciato un capitale da due milioni di euro al Policlinico di Modena. Marito e moglie, senza figli, anni fa decisero che la loro destinazione doveva essere il nuovo reparto trapianti, per rispondere alle esigenze della città e dare nuove speranze a centinaia di persone. Ora il reparto è nuovo e attivo.

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In ordine di tempo l’ultima donazione, sempre in ambito medico, era stata quella dei coniugi Po – Venturelli, che hanno donato, con un lascito testamentario ai fini di ricerca nel campo della medicina, quasi 800 mila euro in favore del Policlinico di Modena.

Il lascito, reso pubblico nel luglio scorso, porterà benefici a tutta la provincia grazie a un’azione di rete tra le due aziende sanitarie del territorio. La somma a disposizione del Policlinico è stata investita nell'acquisto di tecnologie nell'ottica di migliorare il più possibile e implementare quella già esistente in diversi settori di diagnosi e cura: Chirurgia mini invasiva, Cura del cuore, Esami istologici, Broncoscopia.

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