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«La buona scuola metterà tutti d’accordo»

di Alfonso Scibona
«La buona scuola metterà tutti d’accordo»

Paganelli, dirigente del secondo comprensivo: «Quando sarà a regime si vedranno risultati positivi»

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«Stiamo pagando una fase di cambiamento come era successo nel 2000, quando è stata avviata la fase dell'autonomia e sembrava che ci fosse solo caos; oggi la legge 107 sulla “buona scuola” dovrà essere capita, accettata e messa in pratica; quando sarà a regime tutto girerà nel migliore dei modi». A parlare così è Sabrina Paganelli, dirigente del secondo istituto comprensivo di Sassuolo, quello con la media “Parco Ducale” (la metà della Cavedoni), con le elementari Collodi, Bellini e Vittorino da Feltre e con le scuole dell'infanzia San Carlo ed Andersen. Un comprensivo che in gran parte ha la stessa consistenza dello scorso anno.

«In verità – specifica la dirigente – siamo appena un po' calati di circa una trentina di studenti, passando dai 943 dello scorso anno ai 909 di questo ed abbiamo perso una classe alla media. Complessivamente tutto procede bene e siamo quasi a regime con l'organico degli insegnanti».

Una scuola “quasi” a posto con i docenti è già pronta a partire con la didattica ed i progetti?

«Siamo pronti ed abbiamo tanta carne al fuoco – annuisce – con un bel progetto, ad esempio, alle medie, ed uso il plurale perchè si tratta di un progetto in rete con il quarto comprensivo, finanziato dalla Fondazione Cassa di risparmio che ha diversi ambiti: la formazione dei docenti, il collaborazione con gli istituti superiori della città, laboratori e forum con gli studenti partendo dalla 2a media. Abbiamo anche lanciato i rientri pomeridiani per il recupero e potenziamento degli studenti in difficoltà alle medie, anche questo in collaborazione con le scuole superiori».

Per le scuole primarie cosa “bolle in pentola”?

«Anche in questo caso – aggiunge Paganelli – abbiamo accanto un finanziatore privilegiato come la Fondazione, che ci ha accettato un bellissimo progetto musicale in verticale con le medie; ci sono poi progetti di religione, lettura ed alfabetizzazione, che grazie al “prestito professionale” degli insegnanti ha già dato buoni frutti in passato». Restano le scuole dell'infanzia, forse i luoghi più difficili per avviare dei progetti di una certa sostanza. È cosi?

«Tutt'altro – conclude la dirigente – visto che proprio con i bambini più piccoli abbiamo lanciato il progetto “multisport” e con quelli che hanno già 5 anni è partito “Gioco imparando”, per coloro che hanno evidenti difficoltà di apprendimento. Con gli insegnanti delle primarie, infine, c'è collaborazione per l'insegnamento della lingua inglese, sempre più necessaria fin dai primi anni di scuola e nelle aspirazioni dell'assessorato alla pubblica istruzione».

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