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La rabbia di San Cesario: «Vetro nell’aria, ora basta»

La rabbia di San Cesario: «Vetro nell’aria, ora basta»

Incontro tra cittadini ed esperti sull’inquinamento causato da Emiliana Rottami Piccinini: «Da anni prevenzione nulla, ma non ci arrendiamo». Sindaco in silenzio

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SAN CESARIO. “Tanta gente e tanta rabbia”. Così Sabina Piccinini, capogruppo della lista di opposizione Nuovo San Cesario, ha sintetizzato la serata di lunedì, organizzata dall’associazione Ambientinforma e intitolata: “Vivere respirando montagne di vetro”, con riferimento ovviamente ai cumuli di vetro della Emiliana Rottami.

«Se qualcuno pensa che i cittadini di San Cesario siano rassegnati a respirare polvere di vetro, si sbaglia», spiega la Piccinini. «Questo è quanto emerso l’altra sera, nella serata organizzata dall’associazione “Ambientinforma”, che ringraziamo, per informare sulle possibili conseguenze per la salute pubblica, dopo che le ultime analisi di Arpa hanno rilevato in centro abitato la presenza di polveri di vetro inalabili e respirabili. I cittadini non possono accettare che, in tanti anni, non siano stati presi provvedimenti efficaci nei confronti della ditta Emiliana Rottami, che anzi, recentemente, è stata autorizzata fino al 2031. Ben poco è stato fatto sul fronte della prevenzione, come rimarcato dagli stessi relatori, professoressa Borella dell’Università di Modena, professor Morandi, primario di chirurgia toracica al Policlinico di Modena e dottor Misserotti, dell’Associazione Medici per l’Ambiente. Respirare polveri di vetro fa male. Non stiamo parlando di polveri che con un colpo di tosse vanno via - rileva ancora la Piccinini - quelle rilevate in paese entrano nei polmoni e possono andare in circolo raggiungendo altri organi. L’Usl lo ripete da anni, gli stessi relatori l’altra sera l’hanno ribadito più volte: le polveri di vetro sono inalabili e respirabili. I rischi per la salute pubblica, in particolare per i soggetti più sensibili quali bambini e anziani, non possono essere esclusi».

«Perché dopo quarant’anni - si chiede la Piccinini - i cumuli di vetro dello stabilimento di via Verdi sono ancora scoperti? E pensare che sono proprio in fronte ad una zona residenziale, ai campi sportivi frequentati ogni giorno da centinaia di bambini. Cosa respirano questi bambini? Tutto quello che hanno potuto fare i nostri amministratori è stato unicamente far coprire i cumuli di via Bonvino, con teli raffazzonati, che svolazzano da tutte le parti, come riferito da un residente della zona. La rabbia è tanta, ma i cittadini non mollano e chiedono, al pari dei relatori e del presidente di Ambientinforma, Roberto Monfredini, l’adozione di provvedimenti efficaci nei confronti della ditta, affinché venga finalmente fatto rispettare il principio di precauzione. Le ordinanze dei nostri sindaci, fino ad oggi, a cosa sono servite, se c’è mai stato il coraggio di farle rispettare?»

Presente in sala, l’altra sera, anche il sindaco di San Cesario, Gianfranco Gozzoli, che tramite il suo ufficio stampa ha riferito che nei prossimi giorni diffonderà un comunicato su tale questione. Al momento, il primo cittadino ha infatti preferito non fare dichiarazioni.

Marco Pederzoli

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