Gazzetta di Modena

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Piano regolatore rovente L’ex assessore alla carica

di Daniele Montanari
Piano regolatore rovente L’ex assessore alla carica

Serramazzoni. Sabina Fornari: «Aree edificabili diventate agricole senza avviso» Il Comune e i tecnici: «Criteri trasparenti, chi vuole può presentare reclamo»

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SERRAMAZZONI. Folla oltre ogni aspettativa per la seconda serata di presentazione della nuova variante specifica al Piano regolatore di Serra. Quasi settanta persone sono accorse lunedì a Riccò per l’incontro con la giunta e i tecnici dello studio bolognese Oikos, forse perché si è parlato di frazioni (anche San Dalmazio e Pazzano) dove si trascinano da anni questione calde.

E tra la folla è spiccata la presenza di ex amministratori della giunta Ralenti: dal vicesindaco Giorgio Bagnoli agli assessori Gian Paolo Casolari, Mario Pradelli e soprattutto Sabina Fornari, che aveva la delega all’Urbanistica e infatti ha fatto le maggiori domande. Assieme all’attuale assessore all’Urbanistica Andrea Convenuti, i tecnici di Oikos hanno evidenziato innanzitutto la necessità di fare chiarezza cartografica sul vecchio Prg, «dove persino gli uffici – ha rimarcato l’ingegnere Roberto Farina – facevano fatica a distinguere la classificazione da attribuire a una certa parte di territorio. A parità di condizioni non possono esserci differenze soggettive tra le aree: devono essere oggettive» ha sottolineato, facendo riferimento a diversi casi di terreni “francobollo”, specie in zona rurale, che avevano indici molto diversi da quelli confinanti.

Ma anche nei piani particolareggiati si è fatta chiarezza numerica. Articolato lo scambio di vedute con la Fornari, che ha messo in luce una certa diversità d’approccio metodico: «Io sono l’ex assessore all’Urbanistica, quella che ha fatto tutti i disastri nei dieci anni», si è presentata. E dopo aver parlato di Pazzano ha chiesto: «Ma avete avvisato i privati interessati dalla variazione dei terreni? Una volta era buon uso, prima di modificare una cosa, avvisarli. A me invece risulta che molti non ne sapessero nulla. Ad esempio, a San Dalmazio dei signori sei mesi fa hanno acquistato un terreno edificabile e ora hanno imparato che è diventato agricolo: ne hanno un gran danno». «Questi signori possono presentare osservazione e sicuramente esamineremo il problema» ha assicurato Farina. «Noi in un paesino così non siamo abituati in questo modo – ha ribattuto la Fornari – siamo abituati ad avere un rapporto diretto». «I proprietari non sono stati avvisati singolarmente – è intervenuto Convenuti – perché quando abbiamo studiato la variante lo abbiamo fatto senza farci influenzare da conoscenze personali. Si fa così in tutte le buone prassi di pianificazione. Gli interventi non hanno mai avuto un obiettivo singolo: se abbiamo eliminato qualche lotto, lo abbiamo fatto utilizzando il criterio valido per tutti». «Abbiamo applicato in modo trasparente ed equo dei criteri che riteniamo corretti per tutto il territorio, ma sui singoli contenuti del piano no – ha ribadito Farina - non abbiamo contattato i proprietari». «Perché lei è abituato in città, nei paesini non funziona così» ha rilanciato la Fornari. «No guardi – le ha risposto Farina - io ho lavorato anche a Castel d’Aiano, per citarne uno, paese di 1800 abitanti in territorio montano: le garantisco che i piccoli paesi li abbiamo trattati eccome».

Il termine per presentare osservazioni alla variante scade l’8 novembre: dopo aver esaminato tutte le istanze, si andrà all’approvazione definitiva in Consiglio.

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