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Scontri a Modena: indagata la 15enne ferita dalla manganellata

di Carlo Gregori
Scontri a Modena: indagata la 15enne ferita dalla manganellata

In maggio la ragazza fu colpita a un occhio dalla manganellata di un poliziotto durante gli scontri in piazzale Redecocca dopo lo sgombero delle case occupate in via sant'Eufemia e via Bonacorsa nel centro storico di Modena: per il colpo rischiò di perdere l'occhio, fu ricoverata e operata. I genitori non hanno sporto denuncia ma lo ha fatto la Digos. La Procura dei Minori l’accusa di resistenza, violenza e oltraggio a pubblico ufficiale

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MODENA. Mentre si trovava all’ingresso della sede distaccata dei servizi comunali in piazzale Redecocca la simpatizzante minorenne prese una manganellata in faccia e una sul braccio da un agente che stava bloccando l’accesso ai manifestanti che volevano fare irruzione. Il colpo al volto le procurò una lesione sopra l’occhio e la costrinse a stare in ospedale e ad essere operata. I suoi genitori decisero di non denunciare l’agente. Adesso invece la ragazza è stata segnalata ed è indagata dalla Procura dei Minori di Bologna. I reati che le contestano sono resistenza, violenza, oltraggio e  lesioni a pubblico ufficiale.

La giovane - una studentessa quindicenne di Modena - è già stata interrogata dal magistrato. Finora è l’unica indagata per i tafferugli dell'11 maggio in piazzale Redecocca dopo lo sgombero dei palazzi occupati in via Sant’Eufemia e in via Bonacorsa dal centro sociale Guernica e dallo sportello sociale La Rage con alcune decine di famiglie rimaste senza casa. La studentessa minorenne aveva partecipato alla protesta perché conosceva un ragazzo che frequentava il Guernica. Era insomma una semplice simpatizzante.

«Lo rifarei - raccontò giorni dopo durante il suo ricovero - non mollo i miei ideali. Ho solo avuto la sfortuna di essere stata colpita. Sono stata colpita non una ma due volte, la seconda è stata un manganellata a braccio aperto, da destra a sinistra, che mi ha preso dopo che, in seguito al primo colpo, mi ero spostata un po’ indietro».

I filmati e le fotografie mostrano in effetti la scena nel dettaglio. I genitori della ragazza - in particolare la madre che parlò di «violenza sproporzionata» - dissero di meditare se denunciare l’agente. Il procuratore capo Lucia Musti li invitò a farlo, se lo ritenevano giusto. Ma dopo una lunga riflessione, i genitori hanno deciso di non presentare denunce. E quindi non ci sono indagini su quel gesto brutale.

La Digos ha però subito avviato le indagini sui manifestanti presenti agli scontri. Per ora non sono arrivati avvisi di garanzia a nessuno. Tranne che alla ragazza ferita.

La ragazza è stata intanto operata. Le hanno sistemato l’osso che sorregge l’occhio stesso nella cavità oculare. L’osso si era spezzato e i chirurghi dell’ospedale di Baggiovara (dove è stata ricoverata) hanno dovuto apporre dei perni, dei pezzetti di ferro per ricostruirlo e renderlo stabile e funzionale. In estate ha ripreso a condurre la vita di sempre e ora è tornata a frequentare la scuola.

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