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Assalti ai locali, Musti: «Servono più protezioni»

Assalti ai locali, Musti: «Servono più protezioni»

Il procuratore capo afferma che i furti notturni sono compiuti da professionisti che agiscono con rapidità e non lasciano tracce. «Utili telecamere e sirene»

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I ladri che assaltano i locali pubblici di notte svaligiandoli e lasciando una scia di conti dei danni sono bande di professionisti. Agiscono in tempi strettissimi dopo sopralluoghi e soprattutto non lasciano tracce. Per questi è importante che i titolari si dotino di telecamere di sorveglianza interne e di sirene. Perché le pattuglie ci sono e controllano ma Modena non è in mano al “Grande fratello” di Orwell e non si può monitorare sempre e ovunque. È quanto ha spiegato ieri il procuratore capo Lucia Musti, che si è detta colpita dalla situazione drammatica del Blanco Café di via Vignolese preso d’assalto per sette volte in un anno, al termine del’incontro con le forze dell’rodine sulla stretta dei controlli per stroncare questo odioso fenomeno criminale.

«Abbiamo ribadito l’impegno delle forze dell’ordine e della Procura. La riunione serviva a fare il punto su un fenomeno ripetuto anche in riferimento a un esercizio, un elemento d’allarme. In realtà, sono reati difficili: sono per lo più piccole bande che si organizzano con sopralluoghi. Non attaccano i bar se prima non hanno fatto verifiche. Sono molto professionali nell’esecuzione e in genere non lasciano tracce».

«Il Comune di Modena è uno dei più videosorvegliati in Italia - ha aggiunto la Musti - ma non possiamo pensare a un Grande Fratello che ci monitora “H24” metro per metro. I sistemi ci sono certo ma quando ci sono le videoriprese i ladri sono travisati e le investigazioni diventano difficile. I movimenti sono importanti ma sono elementi di partenza nell’investigazione. Quando si può si interviene con al scientifica per rilevare impronte o tracce per il Dna. Ma, ripeto, questo non avviene quasi mai: sono reati sui quali è difficile fare indagini».

Dalla riunione è emerso che, se gli esercizi pubblici che possono dotarsi di videosorveglianza interna, i privati lo facciamo: ci permettono di avere uno strumento in più. Ci sono anche altri supporti che possono far fuggire il ladro, come le sirene che fanno un rumore incredibile per la sopportazione del ladro che deve interrompere e scappare».

«Ma in realtà spesso il ladro fa la spaccata, razzia e scappa in pochissimi minuti».

Detto questo, «la Procura garantisce per quanto possibile gli spunti investigativi, anche dal solo portamento».

Quanto il controllo del territorio, «si fanno i conti con gli strumenti e gli uomini a disposizione. Ma questi reati avvengono in ora notturna avanzata per cui i ladri hanno il favore delle tenebre. Per cui i controlli ci sono, le pattuglie ci sono ma non possiamo pensare a tanti agenti che pattugliano metro per metro la città».

Carlo Gregori

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