Gazzetta di Modena

Modena

“Epic” Fabio di Fiorano, campione azzurro ai mondiali di videogame

di Gabriele Bassanetti
Fabio Micheli, ultimo a destra, con i compagni di squadra
◗
Fabio Micheli, ultimo a destra, con i compagni di squadra

Micheli ha 22 anni ed è stato selezionato per la nazionale italiana al grande evento di Jakarta «È una passione nata quando ne avevo undici. All’estero non è un passatempo ma un vero lavoro»

3 MINUTI DI LETTURA





FIORANO. Ha cominciato a giocare con i giochi per computer a 11 anni ma non si immaginava davvero che un giorno avrebbe partecipato ai Mondiali E Game a Jakarta. Invece Fabio “Epic” Micheli, 22 anni di Fiorano, è appena tornato da questa avventura. Chi è Fabio Micheli? «Ho 22 anni, vivo a Fiorano e lavoro come magazziniere. Ho iniziato a giocare all'età di 11 anni su “Counter strike 1.6” per circa 6 anni e dopo una pausa sono tornato a giocarci verso la fine del 2014. È il gioco di Fps più famoso al mondo per pc e di conseguenza conoscevo la gente e l'ambiente da tempo. È un Fps, ovvero un first person shooter, ed è composto da 2 fazioni: i terroristi (che vincono i round piazzando e facendo esplodere la bomba) e le “forze speciali” (counter-terrorist in inglese), che hanno il compito di difendere il luogo o disarmarla. Il team che totalizza 16 round per primo vince la partita».

Come ti sei preparato per un evento come i mondiali e quanto bisogna allenarsi per raggiungere questi livelli?

«La nostra nazionale si è allenata 3-4 ore ogni sera la settimana prima di partire e siamo comunque risultati impreparati rispetto a molte nazioni (molte hanno portato un vero team con mesi di allenamento). In Italia mancano disciplina e infrastrutture che ti motivino a considerare questo gioco come un lavoro, in altri paesi molti team sono stipendiati dalle proprie organizzazioni; io, lavorando a tempo pieno ogni giorno, non ho molte ore da dedicare al gioco. Ci sono molti giocatori più esperti all'estero anche perchè hanno molti eventi all'anno (in Italia ne abbiamo massimo 3-4)».

Come è andata la spedizione a Jakarta?

«Il viaggio di Jakarta è stato pagato da IteSpa con Paolo Blasi accompagnatore e presidente e da un accompagnatore di Personal Gamer, Simone Milone che ha coperto le spese accessorie e il cibo. La nazionale era composta di 3 team. ExAequo Italia Multigaming: Riccardo "kImera" D'Urso, Giovanni Laerte "bardOz" Frongia, Fabio "Epic" Micheli, Enrico Coppini, Christian Forte. LoL Personal Gamer: Valex, Counter, Gnaffø, Crashhh92, Stefano Passini (PsycoPas). HS Player: Dmtk, Zargon (Dmtk Brawlers)».

Gli avversari più forti?

«In generale sono gli europei, che sono irraggiungibili per un qualsiasi team e player in Italia, ora e nel prossimo futuro credo».

Quali sono i tuoi successi in carriera?

«Ho ottenuto come migliori risultati un 4° posto ad una lan europea di Belgrado nel 2008 su Counter Strike 1.6 e la vittoria contro i True eSports alle qualificazioni italiane per scegliere il team che avrebbe poi rappresentato la nazionale in Jakarta».

Che ne pensa la tua famiglia di questa passione che è arrivata fino a un mondiale?

«I miei genitori sono sempre stati indifferenti riguardo al “giocare al pc”, come lo chiamano loro, fino a questo evento dove si sono resi conto di quanto sia grande l'eSports e di quanti ragazzi giochino per passione e lavoro».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google