Gazzetta di Modena

Modena

Processo Aemilia, «Gerrini, tecnico di Finale asservito a Bianchini»

Processo Aemilia, «Gerrini, tecnico di Finale asservito a Bianchini»

Il geometra del Comune stangato: «Non era trasparente né imparziale». Pelaggi, il mago delle fatture

2 MINUTI DI LETTURA





FINALE Erano cinque i modenesi coinvolti nel primo filone di sentenze del processo Aemilia. Antonio Frizzale era funzionale al sistema ’ndranghetistico nell’incasso di soldi ed usura, Marco Gibertini era l’ufficio stampa di fatto della cosca a cui si faceva riferimento anche per la gestione dei ricatti e delle strategie economiche; Barbara Nigro è stata la segretaria personale della famiglia Pelaggi ed era a conoscenza del complesso sistema di false fatturazioni, utile ad aggirare l’Iva. Ma sono Paolo Pelaggi e Giulio Gerrini i personaggi cardine, messi sotto la lente di ingrandimento dal Gup, Francesca Zavaglia.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.14239475:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/cronaca/2016/10/13/news/processo-aemilia-la-ndrangheta-ha-rotto-gli-argini-1.14239475]]

Dell’ex capo ufficio Lavori Pubblici del Comune di Finale - condannato a 26 mesi tuttora sospeso e al 50% dello stipendio in attesa proprio delle motivazioni della sentenza, che non gli vieta l’interdizione dai pubblici uffizi - il giudice traccia un profilo pesantissimo. Pur rendendo onore alla difesa elaborata dall’avvocato Pier Francesco Rossi, che ha scandagliato ogni dettaglio, il Gup vuole mantenere uno sguardo globale. «Le violazioni - scrive, riferendosi al rapporto con Bianchini, la Ios e la cessione di un credito - sono plurime, reiterate, pianificate e non ascrivibili a mera negligenza. Il tecnico comunale, agevolato da evidenti connivenze, agiva senza il rispetto dei fondamentali canoni di trasparenza ed imparzialità. Un asservimento della funzione pubblica all’interesse di una cerchia di imprenditori che godevano del suo favore, fra i quali senza dubbio Bianchini». Al giudice resta impresso lo spacchettamento dei lavori, emerso anche da una conversazione riferita da due dipendenti comunali.

Paolo Pelaggi è invece, insieme a Pino Giglio, l’uomo delle fatture, tra i primi imprenditori che fanno affari per conto della ’ndrangheta. Ma il suo sistema, rispetto ai primi guai, è più affinato, complesso e gli consente di muovere milioni e milioni di euro. (fd)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google