Sel: «Chiudere il Cup è un grave errore»
Sull’ipotesi di chiusura del Centro Unico di Prenotazione (Cup) di Nonantola, entra nel dibattito Sel che espone quelle che chiama “le vere ragioni” della paventata chiusura dello sportello. Nel...
Sull’ipotesi di chiusura del Centro Unico di Prenotazione (Cup) di Nonantola, entra nel dibattito Sel che espone quelle che chiama “le vere ragioni” della paventata chiusura dello sportello. Nel farlo, fa una critica puntuale alle alternative suggerite dall’Asl.
«La vera motivazione la suggerisce l’assessore regionale alla Sanità che, rispondendo ad una interrogazione, dichiara che si determinerà una minore necessità complessiva di sette unità di personale. La riorganizzazione che viene avviata dal nostro Distretto appare dunque come un frutto avvelenato della politica di de-finanziamento programmato della sanità praticata dal Governo, politica che ha già prodotto disavanzo del sistema sanitario di più della metà delle regioni italiane». Questioni di bilancio insomma, che vanno a cozzare con il bene della comunità e con un percorso decisionale in cui venga coinvolta anche la cittadinanza, specie quando si va a toccare un ambito così delicato come la Sanità. «Invece di una lotta agli sprechi si assisterebbe a riduzione del personale, nuove tassazioni e abbandono sociale per i più disagiati - continuano gli esponenti Sel - Si è avviato un circuito perverso. Questo il contesto nel quale si muove chi prende le decisioni che portano a voler chiudere il Cup di Nonantola e di altri sette Comuni nel Modenese». «Non ci convince l’idea di un Centro Prelievi a libero accesso. Esso non potrà sostituire o essere scambiato per un Cup. Quando si interviene su un servizio di questa importanza, riteniamo si debba procedere con prudenza e soprattutto con il concorso dei cittadini. A noi pare che la “ricetta” dell’Ausl riduca il Cup a mero centro di prenotazioni, sottovaluti gli effetti di coesione sociale, tenda a modificare il rapporto pubblico-privato, sopravvaluti il fai-da-te tecnologico. Chiediamo all’Asl di confrontarsi con la comunità di Nonantola con un atteggiamento aperto rispetto alla riconsiderazione della chiusura. Per parte nostra riteniamo che in una comunità con le dimensioni di Nonantola sia indispensabile un punto di accesso alla Sanità Pubblica».
Patrizia Cantusci
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