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l’incontro a Mirandola

Biomedicale, gli inglesi puntano all’alleanza con la Bassa

di Serena Fregni
Biomedicale, gli inglesi puntano all’alleanza con la Bassa

MIRANDOLA. Una possibile collaborazione tra Italia e Regno Unito nel settore biomedicale. È l’argomento di cui si è discusso a Mirandola, dove si sono incontrati il distretto biomedicale, il comune...

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MIRANDOLA. Una possibile collaborazione tra Italia e Regno Unito nel settore biomedicale.

È l’argomento di cui si è discusso a Mirandola, dove si sono incontrati il distretto biomedicale, il comune di Mirandola e alcuni membri del Department for International Trade del governo britannico.

A parlare di questo nella sala consiliare del comune la vice presidente di Confindustria Modena Giuliana Gavioli insieme a tre imprenditori britannici, tra cui Frances Pennell - Buck, Sector Specialist of Department for International Trade, Kelly Evans, business development manager of Welsh Government e Charlie Hughes, business development manager of Life Sciences Hub Wales.

Incontro iniziato con i saluti del sindaco Benatti che ha ricordato il valore del settore biomedicale e del tecnopolo, entrambi fautori di una crescita esponenziale nel nostro paese per quanto riguarda lavoro ed economia. «Alla base della politica imprenditoriale del nostro distretto c’è il concetto di volerlo rendere a servizio delle imprese di tutto il mondo, siamo rinati dopo il terremoto e pronti per sbarcare sul mercato internazionale, come già il settore sta facendo».

Il mercato biomedicale inglese e quello italiano hanno diversi punti in comune, come la collaborazione con l’università. Soprattutto il contenimento dei costi e l’aumento della qualità dei servizi a fronte dell’invecchiamento della popolazione. I dispositivi medici quindi, sia italiani che inglesi, diventano indispensabili e sempre più innovativi, come ha illustrato Giuliana Gavioli: «Ad oggi vantiamo diverse imprese sul territorio che operano nel settore, un tecnopolo avanzato con laboratori di ricerca e dalla fine degli anni sessanta, momento storico in cui è nato il biomedicale nella bassa siamo diventati un impero e vorremmo continuare a stretto contatto con imprese come il distretto del Regno Unito che ogni giorno affronta problematiche e tematiche simili alle nostre».

La prima azienda ad insediarsi nella Bassa modenese fu la Sterilplast, fondata dal dottor Mario Veronesi a Medolla. Con il passare degli anni le aziende sono aumentate fino ad arrivare ad oggi, un settore fiorente e proficuo che conta svariate aziende tra cui Haemotronic, Baxter, Sorin per citarne alcune. Un distretto rinomato per la qualità delle aziende e quello che fa davvero la differenza - come ha affermato Gavioli nella sua relazione - è la peculiarità dei prodotti, un comparto di eccellenza. Un settore che, come quello inglese, punta alla collaborazione e alla condivisione di idee, proprio come sostiene Charlie Hughes: «Le idee sono fondamentali nella nostra azienda, per crescere e maturare». Uno scambio di idee, dunque, di ricerche e innovazione che potrebbe portare grandi possibilità ad entrambi i settori. «Le nostre porte sono aperte - aggiunge Hughes - e vedendo le vostre aziende e la realtà di Mirandola credo davvero che gli spunti per una crescita collettiva non manchino, anzi».

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