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Guida Vini Espresso 2017, la rivoluzione in 300 etichette

Guida Vini Espresso 2017, la rivoluzione in 300 etichette

Addio schede e punteggi, i “Vini 2017” punta su tre classifiche innovative

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Ci sono le trecento bottiglie di vini italiani da non mancare. Bottiglie dai prezzi più vari selezionate dopo 20mila degustazioni e ordinate per valore in tre distinte classifiche: i 100 vini “da conservare”, destinati cioè ad affinarsi e migliorare nel tempo; i 100 “da comprare”, per l’ottimo rapporto qualità-prezzo; e i 100 “da bere subito”, importanti ed eccellenti, che si possono stappare con piacere immediatamente. È questa l’essenza della guida “I Vini d’Italia 2017” dell’Espresso, a cura di Andrea Grignaffini e Antonio Paolini, in edicola e in libreria da oggi.

La guida 2017 è frutto di un lavoro di gruppo meticoloso, documentato passo passo con testi e foto sugli account Facebook, Twitter e Instagram della guida.

Come anticipato nell’articolo principale qui sopra, per la prima volta spariscono i punteggi, quelle frazioni su cui i critici enologici discutevano a lungo prima di esprimere un giudizio, descrizioni a volte incomprensibili per i consumatori. «Ci siamo resi conto che la qualità media dei vini è cresciuta molto, consapevolezza e capacità tecnica sono diventate patrimonio diffuso: oggi è difficile trovare un vino cattivo - sintetizza Paolini - in un quadro del genere, tra i punteggi delle bottiglie ci sarebbero stati scarti infinitesimali: tema appassionante per gli addetti ai lavori, forse, ma non per chi va in enoteca».

Ci sono tutti i grandi vini di sempre, si dà spazio a fiano, cerasuolo e aglianico, e ci sono tante sorprese: il Taurasi Poliphemo 2012 di Luigi Tecce, “vignaiolo critico” irpino, si aggiudica il primo posto nella graduatoria dei 100 vini da conservare, superando di misura blasonate denominazioni piemontesi, Barolo e Barbaresco, e toscane (Brunello di Montalcino). Per di più a un prezzo decisamente contenuto, considerato il contesto: 45 euro. «Chi lo sceglierà e acquisterà, avrà davanti a sé nel bicchiere uno dei migliori Taurasi mai prodotti», si sbilanciano i critici della guida: «Un vino figlio della sua terra, carnoso, sanguigno, sferico e poi sfaccettato, e dal finale chirurgico. Inforcate gli occhiali 3D, perché sarà pazzesco in futuro». E tra i vini da conservare colpisce, al 18esimo posto della graduatoria, la presenza di uno spumante: il Trento Extra Brut Riserva del Fondatore Giulio Ferrari 2005, gloria di casa Lunelli.

Un cambiamento rivoluzionario è sicuramente il primato conferito alla nuova classifica dei “100 vini da bere subito”, prima di quelli da conservare. Nella nuova categoria coesistono mondi diversi: in vetta il Barbaresco Crichët Pajé 2007 I Paglieri di Roagna (nella foto) (600 euro), «Un totem. Incenso d’Oriente, ribes, cannella, mandarino...Delicatezza totale e persistenza infinita», annota il critico; segue un bianco, il Greco di Tufo Pietra Rosa 2013 dell’azienda Di Prisco, piccolo capolavoro “low cost” (15 euro); e conclude la triade uno spumante per le grandi occasioni, il Franciacorta Extra Brut Vittorio Moretti Riserva Meraviglioso di Bellavista.

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