Modena. La cannabis terapeutica? «Non ce n’è abbastanza»
Esperti a confronto davanti a 200 spettatori sugli effetti curativi dell’ “erba” «Se ne importano 200 chili all’anno, la produzione non soddisfa le richieste»
MODENA. Se la cannabis può essere usata a fini terapeutici perché non si può coltivare in casa? La risposta è stata data mercoledì sera durante un incontro sul tema al centro Famiglia di Nazareth. «La differenza consiste nella standardizzazione dei processi - ha chiarito Stefano Bernardi davanti a circa duecento persone, molti delle quali giovani - e nel prodotto finale».
Il relatore è project manager di Acef, la prima azienda farmaceutica a importarla dall’Olanda. Un percorso che richiede di norma due mesi e altrettanti passaggi ministeriali «per una singola importazione, una singola varietà e un quantitativo definito». Tante le difficoltà con un unico produttore europeo (Bedrocan). «Non si riesce a coprire il fabbisogno - ha ripreso Bernardi - e non è possibile rispondere agli aumenti di domanda; inoltre, la produzione non è bilanciata». «Tra un po’ uscirà finalmente la cannabis italiana - ha anticipato Giuseppe Cannazza - la varietà Fm2, prodotta dallo stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze. A breve si pensa che sarà disponibile».
Uno dei problemi legati alla cannabis terapeutica (da non confondere con la marijuana) è l’accessibilità. «Fino a qualche anno fa s’importavano in Italia tre chili all’anno - ha aggiunto Marco Bertolotto - mentre oggi siamo a duecento chili. Come pensare di non avere una produzione interna?»
Il direttore del centro Terapia del dolore e cure palliative dell’ospedale Santa Corona di Albenga e Pietra Ligure ha fornito dati dell’Asl 2 della Liguria. Sui 307 casi trattati ci sono stati 18 decessi, 11 eventi avversi e 22 risposte inefficaci. Sono stati applicati farmaci a base di cannabinoidi soprattutto per terapia del dolore (204 cartelle cliniche), cure palliative (43), artrite reumatoide (21) e sclerosi multipla (12). Nella nostra regione si possono ottenere gratis per casi di sclerosi multipla e dolore neuropatico cronico, se i pazienti sono se resistenti ai trattamenti convenzionali. «Il decreto del ministro Lorenzin dà anche indicazioni più ampie», ha concluso Francesco Crestani, componente del direttivo della Società di ricerca per la cannabis terapeutica.
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