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Le cattedrali di cemento nel verde della vallata

Le cattedrali di cemento nel verde della vallata

Polinago. Lottizzazione a Talbignano bloccata da 15 anni, scaduti tutti i termini Restano i capannoni inutili. La minoranza accusa. Il sindaco: «Useremo le fogne»

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POLINAGO. “Cattedrali di cemento nel deserto”, o meglio (che è pure peggio) nel verde della vallata del torrente Rossenna, a Talbignano. Lo denuncia l’opposizione di Polinago attraverso i consiglieri Armando Cabri e Simona Magnani. Sollevando il caso dei capannoni incompiuti della lottizzazione nei pressi dello storico palazzo dei conti Cesi.

Un piano particolareggiato partito nel 2001 sotto l’amministrazione Tomei che, anche con la proroga “anticrisi” del “Decreto del Fare” 2013, risulta ormai scaduto.

Tre le ditte in gioco: una firmataria della convenzione, una titolare dei permessi di costruire (nel cui cda c’era anche l’allora assessore al bilancio Fabio Pagliai, che poi lasciò la carica aziendale) ed una intestataria della garanzia finanziaria.

Tre, ma tutte con sede legalein Corso Roma 69 a Polinago. Fatto sta che nonostante proroghe su proroghe, il cantiere è fermo da dieci anni: «Da tempo non c’è più nemmeno il cartello obbligatorio per legge – notano Cabri e Magnani - eppure la lottizzazione è praticamente esentata da Imu e tassa rifiuti perché sulle aree risultano pratiche edilizie “attive”. Con oltre 22mila metri di superficie, l’importo Imu dovuto è di soli 485 euro».

«Durante la nostra amministrazione – precisa l’ex sindaco Cabri - abbiamo solo potuto prendere atto di un piano ancora in piena validità con l’impressione di avere a che fare con un lottizzante tergiversante nel procedere al suo completamento ed alla realizzazione delle opere di urbanizzazione, tra cui spiccava una rete fognaria che sarebbe andata a sanare alcune problematiche dell’abitato. Proprio per quest’opera nel 2012 ci eravamo attivati affinché la ditta provvedesse. Con il rientro in municipio di Tomei, anche questa azione di stimolo è andata nel dimenticatoio».

Dopo aver appreso ora dagli uffici che la lottizzazione è scaduta, l’opposizione incalzala Giunta: «Chiediamo come intende procedere di fronte a opere di pubblico interesse incompiute e di riconsiderare le scelte per quell’area a favore di nuove opportunità rivolte per esempio al residenziale».

«La settimana dopo la mia elezione nel 2013 – ribatte il sindaco Tomei – ho subito affrontato il problema con l’Ufficio tecnico, ma di fronte a un intervento privato non potevamo disporre alcun obbligo. Ho però sollecitato più volte la proprietà, che ha detto di voler finire le opere di urbanizzazione anche se i capannoni non saranno utilizzati, tanto che ha già presentato il piano fognature di collegamento con Talbignano alto ed è in attesa di approvazione da Hera. Le opere pubbliche (compresi asfalti e lampioni) si fanno, anche perché sennò abbiamo in mano una fideiussione da 150mila euro. Il cambio di destinazione deve essere richiesto dalla proprietà, se vuole. Ma con la crisi di oggi, è difficile qualsiasi riconversione».

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