Palazzo inaugurato, ma ormai semivuoto
San Felice. A cinque anni dal sisma dopo i lavori negozi in vendita e alloggi sfitti. «E son venuti i ladri»
SAN FELICE. L’ormai rodata cerimonia di “inaugurazione” si era chiusa alla presenza delle - ormai consuete - autorità e con l’auspicio che Palazzo Molinari potesse «nuovamente tornare ad accogliere gli inquilini degli otto appartamenti, due uffici e tre locali commerciali, che ritrovano uno stabile migliorato dal punto di vista estetico, dell'antisismica e del risparmio energetico». La realtà è purtroppo che a distanza di quasi cinque anni dal terremoto le vite delle persone e dei centri storici - siamo all’incrocio della centralissima via Mazzini con via Marconi - non restano ad aspettare. Dei tre negozi non ce n’è più nessuno. La parrucchiera è trasferita altrove, l’altro ha delocalizzato e cesserà l’attività o comunque non tornerà più, e la banca ha messo in vendita i locali.
«Negli appartamenti abitiamo solo in due - dice Rosa Molinari - perché tra trasferiti, deceduti e altro si è creata questa situazione».
Lamentele della Molinari anche su aspetti dei lavori: «Ci hanno imposto delle barre di metallo agli angoli di tutti i soffitti. L’impresa ha dovuto fare con quello che le passavano, purtroppo però a causa di questo il risultato è gravemente antiestetico. Qualcuno ha infatti pensato di controsoffittare, a sue spese». «Non sono andata all’inaugurazione - conclude - perché amareggiata di questa situazione difficile del palazzo. Tra l’altro mi sono venuti anche i ladri in casa, lasciando tutto a soqquadro». Un quadro triste, ma si spera in un futuro meno triste e crudo.
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