«Senza prevenzione tumori raddoppiati»
«Se non si punterà alla prevenzione - afferma Stefano Cascinu, direttore del reparto di Oncologia del Policlinico - da oggi al 2030 aumenteranno i casi di tumore, passando da 330mila a 550mila...
«Se non si punterà alla prevenzione - afferma Stefano Cascinu, direttore del reparto di Oncologia del Policlinico - da oggi al 2030 aumenteranno i casi di tumore, passando da 330mila a 550mila pazienti all’anno, in Italia. Abbiamo l’obbligo di prevenire. Numeri così non sarebbero sostenibili».
Di questo si è parlato ieri durante il convegno “Le buone abitudini della prevenzione”. Il dibattito continuerà oggi, sempre alla Fondazione Biagi. Come prevenire? «La prevenzione oncologica passa per la tavola - ha risposto Paolo Bellingeri, medico esperto in nutrizione - perché c’è un’interazione tra ciò che mangiamo e le cellule del corpo. Una corretta alimentazione dall’infanzia è fondamentale per prevenire tumori come quello alla mammella e al colon. Il 50% di quelli al colon è prevenibile, secondo i dati del Wcrf (World cancer research fund), con uno stile alimentare corretto».
Ci sono alimenti da escludere? «Gli eccessi di proteine animali, carboidrati raffinati e zuccheri - ha spiegato Bellingeri - andrebbero evitati. Inoltre, alcuni cibi andrebbero assunti, secondo il Wcrf, per una dieta corretta». Quali? «Verdure, frutta secca e rossa - ha elencato l’esperto di nutrizione - olio d'oliva, pesce, cereali integrali, legumi, pane e pasta assunti con moderazione. Ottime alleate sono piante aromatiche e spezie».
«Le buone regole a tavola devono essere mantenute - ha ricordato Bellingeri - se il paziente vuole. Non c’è l’obbligo, più che altro diamo suggerimenti». A Modena c’è un centro per il trattamento dei tumori alla mammella considerato d’eccellenza. «È il Punto Amico Senologico - ha descritto Giovanni Tazzioli, responsabile della Chirurgia Oncologica Senologica del Policlinico - ed è un centro di riferimento che segue direttive europee, nazionali e regionali».
«Le pazienti che hanno bisogno di terapie per la cura del cancro alla mammella - ha rimarcato il medico - devono essere seguite nei centri con una mole di lavoro sufficiente a garantirne qualità».
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