A Modena gli avvocati di Strada in difesa dei senza-diritti
A Modena una quindicina di giovani legali hanno seguito un’ottantina di casi I drammi di non può chiedere il patrocinio gratuito perchè senza fissa dimora
MODENA. «Non facciamo concorrenza ai colleghi. Neppure per il patrocinio gratuito dei meno abbienti. Noi ci occupiamo di chi non ha nulla, per legge. Non ha nemmeno diritti perchè è senza fissa dimora».
L’avvocato Paolo Guidetti, portavoce dell’associazione di volontariato Avvocati di Strada, sorride mentre assieme a una squadra di volontari è al lavoro per preparare la cena di autofinanziamento di stasera.
Nelle sale della parrocchia di via del Luzzo 130 già un centinaio di persone ha sottoscritto il tagliando da 20 euro per un menù unico di pasta al forno e porchetta con verdura, dolci e vino.
«Le adesioni ci sono state, numerose, siamo soddisfatti - dice prendendosi una pausa dal ragù - Il fatto è che anche se noi legali lavoriamo gratis, ovviamente, le spese legali per depositare gli atti in cancelleria e le domande in carta da bollo hanno un costo. Per i nostri assistiti anche trenta euro sono un problema e allora Porta Aperta e Caritas mettono mano al portafoglio e permettono con i propri fondi di colmare questi deficit. Il risultato è garantito perchè comunque noi filtriamo sempre le richieste. Nella grande maggioranza dei casi non è possibile fare nulla: termini scaduti, mancanza di requisiti per permessi di soggiorno e così via».
Quando dice noi all’avvocato Guidetti s’illuminano gli occhi. Assieme a un’altra quindicina di colleghi, tutti tra i 30 e i 40 anni equamente divisi tra uomini e donne, hanno dato vita a una sorta di soccorso d’emergenza legale. Due pomeriggi al mese di sportello (ma per le emergenze c’è la chiamata diretta), otto persone in media per volta, quasi 300 casi affrontati e un’ottantina quelli seguiti con continuità per portare a termine l’incarico. Questo il bilancio del 2015 e per l’anno in corso le cifre sono simili. Per il braccio modenese del più grande studio legale virtuale d’Italia, 700 gli avvocati collegati in tutta Italia, è una grossa soddisfazione. Per lui soprattutto; erede di una dinastia forense che da tre generazioni patrocina le cause nei tribunali (il padre Giorgio è stato per decenni l’unico avvocato modenese abilitato per la Sacra Rota) e contitolare con fratello e sorella di uno studio associato, Guidetti conosce da dentro le difficoltà. Per legge in Italia chi ha un reddito famigliare inferiore ai 11.528 euro all’anno ha diritto a chiedere l’assistenza legale gratuita. A Modena basta salire al quarto piano del Palazzo di Giustizia di corso Canalgrande e consultare l’elenco dei legali abilitati, iscritti in un apposito elenco e sceglierne uno. Ci penserà poi il prescelto a farsi saldare l’onorario dal ministero della Giustizia.
«Delle 77 pratiche affrontate - aggiunge - 62 riguardavano stranieri e solo 12 italiani. Certo, anche i nostri connazionali se vengono sfrattati e vengono cancellati dall’anagrafe diventano invisibili. Per gli stranieri molte volte si tratta di pratiche relative a permessi di soggiorno, decreti di espulsione e protezione internazionale. Diverse volte ci troviamo di fronte a persone che hanno diritto alla cittadinanza. Dopo dieci anni di lavoro, nessuna pendenza con la giustizia, residenza e tutto il resto. Ma lo Stato impiega tre anni per la pratica e se nel frattempo la ditta per cui si lavora e fallisce si perde tutto: lavoro, reddito, casa e diritto di restare. Anche se ci sono figli nati in Italia che frequentano le scuole e se si è cittadini modello».
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