«Ma quale futuro, siete vecchi»
I padri fondatori della “città distretto” stroncano le strategie dei sindaci su Bretella, Cisa e System
Re-cycle Italy è un tomo di quasi 400 pagine, frutto di una ricerca triennale di un team che ha coinvolto numerose università: è dedicata al riciclo dei distretti industriali e affronta come caso simbolo il comprensorio di Sassuolo. I tre curatori Arturo Lanzani, Chiara Merlini, Federico Zanfi sono noti per aver portato in diverse occasioni il loro contributo di studio e proposta. Sono, in parole povere, fra gli ispiratori iniziali della famosa “città distretto” soprattutto dal punto di vista della riqualificazione urbana. Zanfi venne a parlare in campagna elettorale - al primo convegno sulla città distretto con i candidati sindaci (poi eletti) in platea - sfoderando una serie di idee innovative e tutt’altro che irrealizzabili (dalla Pedemontana “vetrina” alle ciclabili di collegamento fra territori, dal tram-treno poi citato più volte dal sindaco di Sassuolo, alla rivitalizzazione dei vecchi edifici industriali).
Il tutto è confluito in uno studio che promette di diventare esempio e spunto per tanti altri distretti. Ma non per quello ceramico che, dicono i ricercatori, si è mosso ostinatamente in direzione esattamente opposta. Il finale infatti è dedicato alla critica alle scelte fatte proprio nei tre anni di “città distretto” e in particolare sui tre temi cardine: Bretella, Cisa Cerdisa, polo scolastico di Fiorano ed espansione System.
«Nel triennio in cui si è svolta la ricerca Re-cycle Italy - spiegano i relatori - e in cui la nostra riflessione sul distretto ceramico ha preso forma, sul tavolo delle decisioni sono arrivati tre temi cruciali, tre scelte inerenti il futuro del proprio modello di sviluppo che incideranno profondamente sugli assetti del territorio e su come le popolazioni del distretto potranno viverlo. Le tre scelte, fra inerzie e brusche accelerazioni, sono state prese assumendo una prospettiva per molti versi diametralmente opposta rispetto a quella che abbiamo proposto. Si può dire che il nostro testo descrive una sorta di controstoria rispetto alla realtà».
«Il progetto della Bretella - dice lo studio - è da considerarsi un errore non solo per le criticità ambientali del tracciato ma per la sua incoerenza rispetto alla domanda di mobilità per le merci del distretto: l'attuale superstrada Modena Sassuolo già provvede a collegare il comprensorio con la rete autostradale e inoltre l’impostazione data dall’Unione europea e dal Governo italiano va nella direzione di rendere più conveniente il trasporto su ferro. Preoccupa che risorse pubbliche per 215 milioni confluiscano in un investimento così sbagliato privando il distretto in futuro di risorse per ammodernarsi sul piano delle ben più strategiche infrastrutture ferroviarie. La riqualificazione di Cisa Cerdisa segue l’idea di un progetto urbano datato, che sostituisce una sede industriale con un centro commerciale, una lottizzazione residenziale e un complesso terziario. Comparti mono-funzionali ai quali si affianca un parco urbano mal collocato. In gennaio tutti i fabbricati sono stati abbattuti, compreso il grande hangar metallico dal forte potenziale simbolico. Le voci che si levarono chiedendo scelte diverse sono rimaste inascoltate. L’operazione System-Polo scolastico è di grande rilievo perché riguarda il tema di come accogliere le richieste di espansione di grandi gruppi su suolo agricolo in un contesto segnato da numerosi edifici e aree dismesse: non si è agganciata la nuova operazione a qualche forma compensativa orientata alla demolizione e rinaturalizzazione di manufatti industriali, in modo da presevare il non aumento della quota impermeabilizzata di suolo; non si è pensato al recupero delle strutture scolastiche esistenti ed è mancata la strategia per la gestione e valorizzazione del patrimonio pubblico dismesso; infine è insensata la collocazione del nuovo polo scolastico che non solo impone di urbanizzare nuovo suolo in un contesto molto sensibile, ma risulta particolarmente mal collocato rispetto alle principali infrastrutture e ai potenziali assi di trasporto pubblico».
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