«Ok alla centrale elettrica ma dateci 100mila euro»
PAVULLO. Sì alla nuova centrale idroelettrica sullo Scoltenna vicino al ponte di Olina, ma a condizione che ci siano precise garanzie di mitigazione dell’opera e di ripristino dei luoghi una volta...
PAVULLO. Sì alla nuova centrale idroelettrica sullo Scoltenna vicino al ponte di Olina, ma a condizione che ci siano precise garanzie di mitigazione dell’opera e di ripristino dei luoghi una volta che l’impianto avrà esaurito il suo corso. L’amministrazione Biolchini non stoppa il progetto che ha dato adito a una vivace discussione nell’ultimo Consiglio comunale dell’era Canovi, ma assicura ampia vigilanza sul delicatissimo contesto ambientale nel quale si andrà a operare.
L’antefatto è noto: nella seduta del 2 aprile era stata approvata a maggioranza la variante localizzativa con cui Pavullo dava il suo assenso di competenza al piano, detto di “Cascina Ignazio”, dopo che la Conferenza dei Servizi aveva dato il placet preliminare. Un via libera a un progetto in realtà molto rivisto rispetto al primo presentato nel 2009, che aveva suscitato troppe perplessità. Ora si tratta di una centrale della potenza di 242 kWe collocata a 300 metri a valle del ponte che sfrutta un salto di briglia (senza più fare captazione a monte) e sarà contenuta in una fabbricazione di 10 metri per 5, con vicino un fabbricato di 90 metri quadrati.
«Un buon compromesso tra la risposta da dare a un privato e le necessità ambientali», lo definì l’allora assessore all’Urbanistica Stefano Iseppi. Ma non bastò a evitare un’altra frattura a sinistra, dove al voto contrario di Fausto Gianelli si sommò quello sentitissimo di Giuliano Ferrari.
Ora la giunta Biolchini, nel prendere tra le mani quel via libera, ha disposto uno schema di convenzione con la ditta milanese K7 srl, titolare dell’intervento, che subordina l’esecuzione dei lavori a prescrizioni molto strette, come per gli impianti a biomasse. Ma oltre alla mitigazione e il recupero ambientale del sito in caso di dismissione, viene stabilita anche una garanzia fideiussoria di 100mila euro che dovrà essere valida per tutta la durata dell’impianto maggiorata di due anni. Tutela insomma sia durante l’operatività che dopo. «Garantiremo la massima vigilanza in tutte le fasi operative di un progetto a cui da subito abbiamo dedicato grande attenzione», sottolinea il vicesindaco con delega all’Urbanistica Daniele Iseppi. Ora gli uffici predisporranno la licenza e, dalla data della sua emissione, la ditta avrà un anno intero per costruire l’opera.
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