Gazzetta di Modena

Modena

lo studio da 36mila euro per la fusione dei comuni

«Ambiguità e pasticci, Ancicom-Poleis partono già male»

L’incarico (in ballo 36mila euro) di Ancicom a Poleis, la società retta da esponenti Pd della Bassa, per il sondaggio sulla fusione tra Comuni non piace alle opposizioni. «Poleis non ha titolo, al...

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L’incarico (in ballo 36mila euro) di Ancicom a Poleis, la società retta da esponenti Pd della Bassa, per il sondaggio sulla fusione tra Comuni non piace alle opposizioni. «Poleis non ha titolo, al momento, per gestire il percorso di fusione, ma i Comuni organizzano incontri come se fosse già assegnataria dell’incarico. Se non c'è nulla da nascondere - incalza Antonio Platis di FI- chiediamo trasparenza sui contratti di questa ditta che vede e ha visto diversi esponenti Pd coinvolti dall’ex sindaco Barbolini a Rovatti, passando per l’attuale sindaco Molinari di Medolla. Da fonti ufficiali ed autorevoli di Anci Emilia-Romagna - dice Platis - mi è stato detto che, per il progetto di fusione nell’Area Nord si è pensato di avvalersi della ditta Poleis, ma a venerdì scorso non erano stati firmati contratti. A che titolo, quindi, i Comuni hanno chiesto ai consiglieri di essere a disposizione dei consulenti di Poleis? In più, si chiede al sindaco Molinari la massima trasparenza spiegando in che periodo è stato dipendente e con che ruolo in Poleis. Questa ditta ha avuto un’infinita di contratti con gli enti della Bassa, Medolla, Unione e Asp compresi. Penso alle consulenze a Mirandola, San Felice e al progetto Cavezzo-Medolla-San Prospero. Per giunta nelle ultime elezioni comunali di Camposanto la società Poleis ha predisposto sia il bilancio di fine mandato del Comune che la campagna elettorale del sindaco Baldini. Abbiamo presentato un accesso agli atti per conoscere a quanto ammontano i fondi erogati dagli enti locali della Bassa a questa società».

«Qualcuno osserva che forse non è opportuno che lo studio di fattibilità sulla fusione dei Comuni sia eseguito da una società diretta da dirigenti dello stesso partito, il Pd, che quella fusione la propone a gran voce - annota Stefano per parte sua Lugli del Prc - E l’Unione cosa risponde? Che lo studio è stato commissionato all’Anci (attraverso la società Ancicom), e che questa è libera di avvalersi delle collaborazioni ritenute più opportune. Pensa te, a volte le coincidenze. Risposta formalmente ineccepibile, ma che fa a pugni con la necessaria trasparenza che un percorso così importante deve avere. Si parte con il piede sbagliato».

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