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Telecamere inutili, spesa 220mila euro

Telecamere inutili, spesa 220mila euro

San Felice. Solo la manutenzione ne costa 20mila all’anno Ma 7 non vanno, altre non servono. Ed è “rissa” in consiglio

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SAN FELICE. Sette telecamere su trentadue rotte, le altre inutilizzabili, o di fatto obsolete. Tanto che non si sono mai rivelate utili in tutti gli episodi di criminalità o di semplice e grave inciviltà che continuano a ferire San Felice.

Parte degli impianti poi è ancora “intanata” nel vecchio municipio inagibile.

Eppure il Comune di San Felice paga ogni anno (dal 2012 al 2022) 20mila euro di manutenzione a una ditta che fa capo al gruppo Aimag e che a suo tempo vedeva una importante partecipazione azionaria - pensa un po’ - di Bianchini. Augusto Bianchini e dintorni. In tutto su 11 anni fanno duecentoventimila euro per la manutenzione, più i costi aggiuntivi deliberati in altre determine occasionali di giunta. Cifre che fanno male, se è vero - se è vero - che pochi giorni fa Ferrara ha annunciato l’attivazione di 21 nuove telecamere sofisticate, pagate 150mila euro e “in connessione” “cloud”con tutte le forze dell’ordine. Al punto che una pattuglia potrebbe collegarsi direttamente, con un apparecchio mobile (tipo I-pad o smartphone) con le telecamere, e vedere immediatamente e in ottima qualità, costantemente, cosa sta succedendo in città.

Se invece a San Felice capita un furto, i carabinieri l’indomani debbono andare dai vigili urbani, presso la cui sede sono installati i monitor, ripassare all’indietro le registrazioni e, dove ci siano, scoprire che le immagini sono inadeguate, insufficienti.

Di questo, e della situazione più generale della criminalità con riferimento alla tartassata San Felice, si sarebbe dovuto discutere nell’ultimo consiglio comunale. Ma quando la questione dai generici proponimenti è entrata un po’ di più nel merito, si è sollevato un polverone polemico. Per alcuni necessario al “rispetto”, per altri “tattico”, a schivare il nodo della questione.

L’interpellanza con dibattito, costituita di una decina di domande specifiche, era stata presentata da San Felice in Movimento. «A voi non ve ne frega nulla della sicurezza - li ha accusati il sindaco, prima di sbottare definitivamente e chiudere il dibattito - Lo fate solo per andare sul giornale...».

Sul tema, Lorenza Borsari dell’altra minoranza Sanfeliciani per Reagire, ha detto che il suo gruppo non ha referenti in Parlamento, e ha chiesto agli altri due gruppi di interagire con i loro parlamentari per legiferare sulla “certezza della pena”.

San Felice in Movimento (Massimiliano Fortini) ha invece chiesto al sindaco di fare il punto della situazione, dal coordinamento con le altre forze pubbliche, agli impianti, alla attivazione del Controllo di Vicinato a scopo preventivo, alla convocazione della commissione sicurezza, mai convocata nonostante richiesta da tanti mesi.

Il sindaco Alberto Silvestri, prima di sbottare chiudendo aspramente il dibattito, aveva risposto parlando della difficoltà di assumere personale nelle forze dell’ordine, della sua visita in prefettura - due giorni dopo l’interpellanza, che risaliva al 6 agosto - dove «ci hanno promesso qualche pattuglia in più», delle 7 telecamere rotte e degli impianti nel vecchio municipio, dove servono 50mila euro per spostarli. E della necessità di ripensare comunque le telecamere, da piazzare all’ingresso dei paesi dove leggere le targhe, perchè non servono se filmano delinquenti travisati. Garantendo che sulla sicurezza «la nostra attenzione è elevatissima», ha invece messo qualche paletto all’eventuale Controllo di vicinato.

Matteo Casari (San Felice in Movimento) aveva invece chiesto una azione politica più eclatante per avere rinforzi adeguati, non esclusa la richiesta dell’Esercito. (ase)

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