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AUSL A SANT’ANNA

Un caso di Tbc in carcere: 6 risultano positivi al pre-test

A Sant’Anna ora aleggia lo spetttro della Tbc. Un caso è accertato ma il detenuto che è affetto di turbercolosi potrebbe aver infettato anche altri compagni di detenzione e gli agenti della polizia...

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A Sant’Anna ora aleggia lo spetttro della Tbc. Un caso è accertato ma il detenuto che è affetto di turbercolosi potrebbe aver infettato anche altri compagni di detenzione e gli agenti della polizia penitenziaria. Per questo sono stati svolti immediati controlli dall’Ausl che per sei casi al pre-test hanno dato esito positivo.

Dopo la segnalazione di un caso di Tbc in un detenuto alla Casa circondariale di Sant’Anna, l'Ausl ha subito avviato le procedure previste per l'individuazione dei contatti, la sorveglianza sanitaria e lo svolgimento degli accertamenti sanitari necessari. Per quanto riguarda il personale di custodia sono stati sottoposti a screening antitubercolare 67 agenti di polizia penitenziaria. Sono in corso approfondimenti diagnostici di 6 casi risultati positivi al test di Mantoux. La positività al test non equivale a malattia, ma documenta un possibile contatto con il batterio o l'immunizzazione da pregressa vaccinazione. Queste persone - che non hanno sintomi, non sono contagiose e possono continuare la vita di tutti i giorni - saranno sottoposte a ulteriori accertamenti. L’Ausl di Modena fa sapere che sono in corso anche i controlli sui detenuti che hanno avuto contatti stretti con il soggetto ammalato. Sono stati eseguiti accertamenti su 36 detenuti che non hanno evidenziato altri casi di malattia tubercolare.

Il caso del detenuto malato di Tbc è stato reso noto dai sindacati della polizia penitenziaria Sappe, Osapp, Uilpa, Fpcgil, Fnscisl Uspp, Cnpp che hanno ribadito la necessità di mettere in atto tutti gli interventi «per una rimozione delle cause che stanno producendo una situazione che vede vittime per primi i lavoratori preposti alla vigilanza dei detenuti». I sindacalisti avevano segnalato il coinvolgimento di nove lavoratori. Dopo i controlli, i casi sospetti però sono sei.

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